L’associazione Aila contro le pedane di Lego di Malnate: “Non sono omologate”

L'associazione ha inviato un comunicato: "L'amministrazione non può autorizzare o permettere l’installazione delle pedane in questione su superfici pubbliche"

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Riceviamo e pubblichiamo il comunicato da parte dell’Associazione Aila, riguardo all’iniziativa delle pedane in Lego per l’accesso ai luoghi pubblici di Malnate. 

In relazione all’articolo pubblicato pochi giorni fa, relativo all’iniziativa di un’associazione malnatese, sulla creazione di pedane, atte a superare i gradini all’ingresso di molti negozi del territorio, l’associazione Aila Onlus Ets, che si batte sul tema da anni, anche sul territorio Malnate, collaborando con l’amministrazione, per esempio nell’elaborazione del Peba, intende chiarire alcuni punti riguardo l’iniziativa.

Se si trattasse di un’azione puramente dimostrativa, atta a sensibilizzare esercenti e opinione pubblica sul tema delle barriere architettoniche, non avremmo nulla da eccepire, ma in realtà stiamo assistendo ad un’iniziativa presentata come una soluzione effettiva e definitiva al problema.

Non può essere così, per diverse motivazioni tecniche e legislative. Innanzitutto, i materiali utilizzati per la realizzazione dei manufatti, i mattoncini Lego, classificati come giocattoli, rendono le pedane non rispondenti alle normative vigenti, sia per la non omogeneità della superficie che per la scivolosità del materiale, in particolare la legge 13/89, decreto 236/89 indica che:
● l’altezza massima che può avere una rampa è di 3,20 m;
● la larghezza della rampa deve essere di almeno 0,90 m per i tratti rettilinei e di 1,50 m per i piani intermedi dove le persone in sedia a rotelle potrebbero attraversare percorsi; installare un piano orizzontale ogni 10 m, di dimensioni 1,5 x 1,5 m o 1,4 x 1,7 m, tenendo conto delle dimensioni delle porte;
● le ringhiere o le barriere devono avere un’altezza minima di 1 m e spazi non superiori a 10 cm;
● bisogna assicurarsi che la superficie della rampa sia antiscivolo, ad esempio utilizzando della gomma; i corrimani devono essere installati con un’altezza di 90/100 cm;
● un marciapiede di almeno 10 cm di altezza dovrebbe proteggere il lato della rampa alla sua base; incorporare una segnaletica sulla rampa che sia riconoscibile anche per gli ipovedenti.

Pertanto, con questo nostro intervento intendiamo chiarire, soprattutto agli esercenti che ne volessero fare un uso costante, che, nella malaugurata ipotesi di infortunio di un cliente per l’uso di dette pedane, ne sarebbero direttamente responsabili e in caso di controversia legale, obbligati a risarcire eventuali danni fisici causati, inoltre, non essendo omologate, non sono assicurabili. Infine chiediamo all’amministrazione comunale di malnate di chiarire in maniera inequivocabile la sua posizione, in modo da non generare alcun dubbio sull’iniziativa, che deve essere e rimanere puramente dimostrativa e di sensibilizzazione al tema dell’accessibilità, e che l’amministrazione non può autorizzare o permettere l’installazione delle pedane in questione su superfici pubbliche, la normativa è abbondantemente esaustiva sul tema. Invitiamo altresì, gli esercenti, che volessero abbattere le barriere architettoniche eventualmente presenti nei loro esercizi, a risolvere il problema utilizzando materiali a norma, avendo così la possibilità di accedere al superbonus per l’abbattimento delle barriere architettoniche, in vigore, come chiarito recentemente dal governo, per tutto il 2024 e 2025, che arriva a coprire fino al 75% delle spese sostenute.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 29 Dicembre 2023
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