Messaggi d’arte e di pace nella chiesa di San Giovanni di Casciago
Serata per salutare le opere installate per la festa in occasione dei 25 anni del Kaki Tree Project tra performance artistiche e opere evocative e ricche di significato, in un luogo magico che merita di essere valorizzato sempre di più
Serata ricca di arte e messaggi di pace quella vissuta a Casciago, nella splendida chiesa di San Giovanni, per salutare le opere installate per la festa in occasione dei 25 anni del Kaki Tree Project.
Si sono ritrovati in tanti tra artisti e amici, invitati da Anniva Anzi, madrina del Kaki e padrona di casa per una sera in questo posto magico che si spera possa avere un futuro ricco di eventi come questo e anche più estesi e allargati.
C’erano Antonio Bandirali e Giampiero Tartaglia in rappresentanza dell’associazione culturale Europea del JRC di Ispra che ha prestato tre opere della mostra Art Spaces per il 25° compleanno del Kaki di Casciago: una mostra fortemente evocativa, fatta di 50 fusti utilizzati per stoccare scorie radioattive trasformati in opere d’arte. Nella chiesa di San Giovanni sono state esposte le opere di Giorgio Presta, Giorgio Vicentini e Pietro Pirelli, mentre la mostra, nata da un’idea di Bandirali per sensibilizzare le persone alla riconversione del nucleare trasformato da qualcosa di pericoloso e negativo in qualcosa di bello, con una metafora resa ancora più forte dalla presenza dell’albero nato da un seme di kaki sopravvissuto al bombardamento atomico di Nagasaki. Una mostra premiata dal Parlamento Europeo e dal Ministero della Cultura italiano per il suo valore evocativo e artistico che ha girato per tutta Italia (dal JRC di Ispra al Castello di Masnago, da Venezia a Genova) e all’estero (Austria, Germania, Slovacchi aprima dello stop imposto dal Covid) e pronta a ricominciare ad essere ammirata in giro per il mondo.
Oltre ai fusti trasformati in opere d’arte i presenti hanno potuto “giocare” grazie alle performance artistiche di Pietro Pirelli che ha fatto letteralmente suonare le pietre e stupito tutti con l’oscillazione della struttura del suo “Wave Pendolum” e Giorgio Vicentini che con la sua “Nome collettivo” ha disegnato i nomi dei presenti creando una serie di opere d’arte fatte di lettere e nomi colorati.
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