Perchè Varese non dedica una targa al cardinale Attilio Nicora?
Gentile direttore,
Varese è stata terra natale di tanti cittadini che una volta cresciuti hanno raggiunto, ciascuno nel loro campo, risultati eccezionali. Questa descrizione, di uomini di valore, di merito e di ingegno, e’ quella che meglio si adatta al Cardinale Attilio Nicora, varesino doc e per molti aspetti autentico pionere.
Nato a Varese, dopo aver frequentato il Liceo Classico “E. Cairoli”, si è laureato in Giurisprudenza all’Università Cattolica del Sacro Cuore. Entra in seminario e brucia tutte le tappe fino a diventare Presidente della Commissione Episcopale per il servizio della Caritas. Ha coperto a turno i ruoli di vertice dei vari organi ecclesiastici come lo I.O.R. (come membro esterno), la CEI, e’ stato Presidente dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica, Presidente dell’Autorità di Informazione Finanziaria (A.I.F.) voluta da Papa Benedetto XVI, membro del Consiglio della II Sezione della Segreteria di Stato, Legato Pontificio per le Basiliche di San Francesco e di Santa Maria degli Angeli in Assisi, rappresentante dei Vescovi italiani presso la Commissione degli Episcopati della Comunità Europea (Bruxelles) quale vice presidente.
Da persona intelligente e lungimirante ha lavorato ai primi provvedimenti attuativi della disciplina introdotta in materia di lotta al riciclaggio. Non esiste carica ecclesiastica che non abbia ricoperto, Vescovo, Cardinale, ha partecipato anche ai due conclavi del 2005 e nel 2013. Ma se non bastasse questo non breve cursus honorem, si puo’ continuare dicendo che nel febbraio del 1987 Mons. Nicora è stato posto a disposizione della Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana (CEI) a Roma con la qualifica di Incaricato per i problemi relativi all’attuazione degli Accordi del 1984, avente ad oggetto la revisione del Concordato Lateranense. E’ stato in quell’occasione che si e’ scritto l’intelaiatura complessiva della legislazione ecclesiastica, compresa l’introduzione dell’8xmille.
Perché quindi non pensare di regalare uno spazio a questo figlio di Varese, intitolare l’aula magna o anche solo una sala del liceo classico o affiggere una targa commemorativa in uno dei tanti spazi di Varese dedicata a questo omone alto, dallo sguardo severo ma dal cuore buono da collocare nei giardini pubblici, per esempio?
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