Alla Fondazione Menotti di Laveno il primo “ospedale di comunità” in una struttura privata
Un presidio della sanità pubblica, ma realizzato dentro ad una realtà del no profit sociosanitario

La Fondazione Menotti-Bassani di Laveno inaugura oggi il primo Ospedale di comunità all’interno di un ente no profit onlus operante in ambito sociosanitario.
Una struttura della sanità pubblica, ma realizzata dentro gli spazi di un privato.
«Davvero grande capacità di pensiero dei propri amministratori nel comprendere come il passaggio dall’ ospedale al domicilio necessiti delle professionalità di chi ha amplissima esperienza di servizi a favore della cronicità» dice Luca Degani, presidente di Uneba, l’Unione nazionale istituzioni e iniziative di assistenza sociale.
«Un progetto attivato con risorse proprie, su un bene immobile di un ente privato no profit che non può accedere ai fondi strutturali del Pnrr (riservati solo agli enti pubblici) ma che si pone comunque a servizio del suo territorio con risorse proprie».
Sono vent i posti letto all’interno della struttura ad alta complessità medica, finalizzata al rientro a domicilio dei percorsi di dimissioni ospedaliera protetta.
La struttura viene inaugurata sabato 19 ottobre dal presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana.
“Gli spazi, che consentono il ricovero di 15 pazienti, sono stati ricavati nella mansarda della residenza Giannina Scotti, dopo una attenta e completa ristrutturazione conclusa di recente. L’intervento ha rivalutato la funzionalità degli spazi preesistenti, sostituito tutti gli impianti integrando alla rete di distribuzione dell’ossigeno anche l’impianto del vuoto e quello dell’aria”.
Cos’è un ospedale di comunità
“L’ospedale di comunità offre la possibilità di inserire pazienti indicati da medici di medicina generale oppure dimessi da strutture di natura sanitaria, da pronto soccorso o da centri riabilitativi per proseguire il percorso intrapreso. Il medico di medicina generale può chiedere l’inserimento di pazienti fragili con aspettativa di un percorso di recupero per favorire il ritorno al domicilio. L’equipe dell’ospedale di comunità è costituita da un responsabile sanitario, da un gruppo di medici per l’attività clinica e da un gruppo di infermieri. Al bisogno può essere integrata da altre figure quali il fisioterapista, l’assistente sociale o altri professionisti da definire in base ai bisogni rilevati durante la presa in carico. Il costo è a totale carico del servizio sanitario regionale e prevede una permanenza massima di 30 giorni”.
A che punto siamo con gli ospedali di comunità?
L’unico Ospedale di comunità attualmente attivo in provincia di Varese è quello di Somma Lombardo. Un altro doveva vedere la luce a Luino ad aprile dell’anno scorso, come aveva comunicato l’Asst, ma in realtà non si è ancora concretizzato.
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