Anche il caso Busto Arsizio nella mozione sulla sicurezza pubblica approvata in Consiglio regionale

La mozione chiede "Misure urgenti per la tutela della sicurezza pubblica e della convivenza civile: contrasto a radicalizzazione, degrado, molestie sessuali e violenza collettiva"

Consiglio regionale lombardia

E’ stata approvata ieri dal Consiglio regionale la mozione per chiedere “Misure urgenti per la tutela della sicurezza pubblica e della convivenza civile: contrasto a radicalizzazione, degrado, molestie sessuali e violenza collettiva” presentata dalla Lega.

«La mozione condanna i gravi fatti di Capodanno, le violenze di piazza di Busto Arsizio e nelle principali città italiane, tra cui Milano, Bologna, Roma, Torino – spiega il consigliere regionale della Lega Emanuele Monti, firmatario della mozione –  Un testo che vuole inoltre esprimere solidarietà alle forze dell’ordine che devono essere messe nelle condizioni di poter svolgere il proprio lavoro e intervenire laddove necessario al fine di tutelare la sicurezza pubblica».

«L’integrazione – prosegue Monti – è un percorso che non può limitarsi a un semplice inserimento abitativo o lavorativo, ma deve comprendere l’adozione dei valori fondamentali del paese ospitante, il rispetto delle sue istituzioni, delle sue leggi e delle sue tradizioni. Troppi sono ormai i casi dove le regole di convivenza civile vengono calpestate da stranieri che insultano o disprezzano l’Italia, compiono aggressioni contro le forze dell’ordine, molestie sessuali riconducibili alla pratica del taharrush gamea ovvero un rituale di violenza collettiva come avvenuto a Capodanno a Milano, danneggiano beni pubblici e privati o inneggiano all’estremismo islamico. L’impegno di Regione Lombardia deve essere quello di sostenere il Governo, come già sta facendo, per potenziare le misure a contrasto dell’immigrazione clandestina, aumentare le casistiche necessarie per rimpatriare chi delinque o non si vuole integrare nella nostra società, e adottare criteri più stringenti per l’acquisizione e la revoca della cittadinanza. Ma anche per privare chi delinque di poter accedere ai benefici di welfare messi a disposizione dal nostro sistema sociale. Quanto è accaduto sul nostro territorio, a Busto Arsizio, rappresenta un fatto gravissimo, che non può e non deve rimanere impunito. Come Lega, insieme ai nostri giovani, siamo andati nei giorni scorsi ad esprimere tutta la nostra solidarietà alle Forze dell’Ordine e ai lavoratori aggrediti. Chi delinque e non accetta i nostri valori va rimpatriato».

Mariangela Gerletti
mariangela.gerletti@varesenews.it

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Pubblicato il 22 Gennaio 2025
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