“Franco Ossola”, ora tocca al Comune: serve un segnale forte
Dopo le dichiarazioni di Pier Luigi Marzorati ci si aspetta che dal Comune di Varese ci sia un cambio di marcia per dare impulso al progetto di riqualificazione dello stadio
Le parole di Pier Luigi Marzorati hanno aperto uno squarcio nel silenzio che in questi mesi accompagnava l’iter per la ristrutturazione dello stadio “Franco Ossola” (leggi qui). Un progetto ambizioso per dare nuova vita a un impianto sportivo che ha fatto la storia dello sport italiano ma che attualmente è ridotto a poco più di un rudere. Tre settori chiusi su quattro per inagibilità e una manutenzione quotidiana poco più che basilare, come si può facilmente notare dalle condizioni generali della tribuna e dal pessimo stato dell’erba del terreno di gioco.
L’ex bandiera di Cantù, dopo aver presentato un proprio progetto per partecipare al bando aperto da Palazzo Estense con un pool di realtà, ha rivelato di aver firmato un accordo con la controparte – formata dal club Città di Varese e Aurora Stadium – per portare avanti insieme la riqualificazione dell’impianto di Masnago.
Una mossa significativa, che unisce le forze per arrivare a un risultato concreto, alla quale però dovranno seguire i relativi passaggi burocratici da parte del Comune. Negli ultimi mesi il silenzio di via Sacco sul tema è stato spezzato solo in occasione delle conferenze dei servizi. Riunioni convocate e svolte ma che nel pratico non hanno portato nessun passo in avanti. L’inizio del 2025 non ha dato ulteriori segnali, mentre le due parti – che sono pronte a diventare una più forte – non vedono l’ora di un “via libera” per portare avanti un’opera che in tanti si aspettano possa essere realizzata.
Le parole di Marzorati sono eloquenti: «Speriamo che si stringano i tempi della burocrazia. È un progetto che interessa a tutti, non solo a noi progettisti, ma anche alla città e a chi vive lo stadio. Vogliamo portare avanti velocemente le pratiche perché nessuno ha tempo da perdere». Insomma, ci si aspetta che Palazzo Estense possa recepire il messaggio – forte e ben indirizzato – per uscire dal letargo invernale e dare finalmente impulso al progetto. Il “Franco Ossola” e la sua storia se lo meritano.
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