“Questo è un avvertimento”: box incendiato e scritte minatorie alle case Aler di via Goldoni a Varese
Fili elettrici tagliati, insulti con lo spray e la frase di minaccia incisa sul portellone antincendio dei box. Ieri la denuncia e i primi rilievi della Scientifica. "Dopo quanto avvenuto temo per la mia incolumità"
Atti persecutori, una prima denuncia a novembre contro ignoti cui sono seguiti pesanti atti di danneggiamento: fili del contatore elettrico tagliati, colla nelle serrature, scritte minatorie.
Fino alla giornata di domenica scorsa quando qualcuno ha incendiato il box in uso alla medesima persona, una residente di 66 anni che vive da molto tempo nel suo appartamento alle case Aler di via Goldoni a Varese (zona viale Europa). Da qui la decisione di sporgere un’altra denuncia per i danneggiamenti, le minacce, e il clima di pesante sopraffazione vissuto dalla donna, invalida quasi al 100%.
A denunciare il fatto all’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della questura di Varese ieri, 21 gennaio, si è presentata proprio la signora che ha esposto i fatti all’ufficiale di polizia giudiziaria, tutto finito in una querela, sempre contro ignoti.
Fatti che, come accennato, partono secondo il racconto della donna già qualche mese fa: «Già il 27 novembre avevo esposto i danneggiamenti subiti e gli insulti scritti: “puttana, zoccola, befana“», e via dicendo; «infine la scorsa domenica, il 19 gennaio ho trovato alcune scritte minatorie sulla porta antincendio di accesso all’area box con la seguente minaccia: “Zo…la, entro due giorni togli queste telecamere o sei morta”», con tanto di croci vergate con spray chiaro (vedi sopra). Un fatto già di per sé gravissimo, al quale si somma l’incendio del box di cui la signora si è accorta lunedì mattina: «Era stato incendiato un divano, una lavatrice, alcuni scatoloni contenenti effetti personali. Mi hanno rubato il trapano, e alcuni attrezzi». All’interno del box qualcuno aveva defecato.

A quel punto la signora ha chiamato il 112, sono arrivate le Volanti e la squadra della Scientifica per i rilievi sul posto. La donna ha affermato di aver installato delle videocamere dopo le minacce subite qualche mese fa, apparecchi che sorvegliavano la sua porta d’ingresso, ma non l’area box risultata danneggiata e imbrattata con le scritte minatorie. «Ma ora, dopo quanto avvenuto, temo per la mia incolumità».
Non è chiaro, in questa fase delle indagini, quale possa essere il movente di questi gesti. Nella zona si sono segnalati qualche mese fa, fra la fine di ottobre e i primi di novembre, alcuni danneggiamenti rivolti all’auto di un residente: finestrini rotti. E altre croci disegnate con lo spray all’esterno dell’abitacolo.
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