A Filosofarti viaggio nella Follia delle eroine classiche con la lectio magistralis del professor Iodice
Presso il Salone Estense di Varese si è tenuto venerdì 28 febbraio uno degli incontri del Festival della filosofia della Provincia di Varese
Guardare indietro per trovare rappresentazioni antiche del mondo di oggi. Ossia quando, leggendo i classici greci, si ha un po’ la sensazione di guardarsi allo specchio. E’ stato questo uno dei temi principali del viaggio in cui il professor Iodice ha accompagnato il variegato e numeroso pubblico che ha preso posto, nella serata di venerdì 28 febbraio, presso il salone di Palazzo Estense.
Allacciandosi al tema di quest’anno di Filosofarti, “Ragione e Sentimento”, l’incontro “La folle lucidità: nell’interiorità delle eroine greche” è stato un oscillare continuo tra la razionalità e la Follia, da un lato, tra il tempo mitico e sospeso della tradizione classica e la contemporaneità dall’altro. Attraverso l’analisi delle figure di Cassandra, Medea e Fedra, il professor Iodice, glottologo docente presso l’Università degli Studi dell’Insubria, ha infatti potuto sottolineare come il mito e la letteratura siano stati, millenni fa, già capaci di inquadrare e raccontare le molteplici sfaccettature dell’animo umano. Di inscenare l’indicibile (tanto la follia, quanto i tabù) appartenenti da secoli alle manifestazioni sociali umane.

“Chi non è un po’ folle, dopotutto?” ci si è chiesti dando il là al racconto e alla lectio, che si è snodata attraverso le tre citate figure che hanno impersonato, con diverse declinazioni, La Follia. Che è a volte annidiata, a volte nascosta o combattuta, ma sempre alla fine nel racconto esplode. Paradigma della dialettica dell’amore e della lacerazione, della danza tra Sofia e Mania. Tra razionalità e follia, tra Ragione e Sentimento, appunto. Come vuole il tema di Filosofarti 2025.
E allora ecco che ci si è chiesti quale sia il ruolo di Cassandra oggi e si è riflettuto sul dramma vero che incarna: non tanto il non esser creduta, quanto il poter anticipare al presente il futuro. Spesso vorremmo sapere cosa succederà, cosa sarà. C’è chi legge gli oroscopi cercando risposte, mentre da sempre si interrogano i cieli, il volo degli uccelli, i “segni” divini.

Eppure cosa sarebbe, se si potesse davvero presagire il futuro? Diventare consapevoli del momento della propria morte, delle malattie che ci colpiranno, dei cari che mancheranno. Sarebbe un vero dramma. Uno spunto, in una società come quella moderna imperniata al divenire e al futuro raggiungimento di traguardi, per riflettere profondamente sul valore del presente.

E poi Medea, incarnante la gelosia morbosa e tossica, capace di spingere un genitore al gesto più atroce per vendicarsi dell’amato che non ricambia più: l’uccisione del frutto di quell’amore, l’omicidio dei figli avuti insieme. Quanto è atroce il dramma greco, ma quanto è drammaticamente contemporaneo? Quanti casi, solo nella provincia di Varese negli ultimi anni, ci confermano come quel sentimento folle non sia poi, purtroppo, confinato in una dimensione mitica, leggendaria, inventata? Troppi, evidentemente.
Mentre con Fedra, costretta a desiderare il suo stesso figlio a causa di Afrodite, si è potuto toccare il tema della Follia che porta a vivere una vita parallela, immaginaria, capace di alimentare un’allucinazione talmente potente da diventare credibile. Quanti, anche nelle nostre società moderne, si rifugiano o si perdono nel Delirio per sfuggire alla realtà che li opprime o li reprime, finendo imprigionati nel labirinto delle proprie passioni? Quanti combattono fra la propria autocensura e il soddisfacimento dei propri istinti?

Concludendo con le parole del professor Iodice:
“Tutti ci muoviamo sul crinale fra follia e lucidità. Vi invito a rileggere l’ Agamennone di Eschilo, Fedra di Seneca, Ippolito di Euripide. Leggendo i classici leggiamo dentro di noi. Viva i greci, viva il mondo classico, viva filosofarti!”
Scopri qui tutti i prossimi appuntamenti del festival 2025
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