Il deputato varesino Antonio Ferrara (M5S) interviene sul decreto ex Ilva: “Incapacità di decisione del governo”
Secondo il deputato pentastellato, la decisione di proseguire con l'attuale modello produttivo dell'Ilva significa prolungare per altri dieci anni l’inquinamento ambientale legato al carbone
Il deputato varesino del Movimento 5 Stelle Antonio Ferrara è intervenuto alla Camera sul decreto Ex Ilva, accusando il governo di mancanza di strategia e responsabilità nella gestione della crisi ambientale e sanitaria legata all’ex stabilimento siderurgico di Taranto.
«Il ministro Urso e il governo Meloni mostrano ancora una volta incapacità di decisione e scarsa attenzione verso i cittadini e i lavoratori – dice Ferrara. – Mentre si continuano a rimandare scelte strategiche importanti, l’ex Ilva resta un pozzo senza fondo in cui vengono riversati miliardi di soldi pubblici senza risultati concreti».
Ferrara denuncia anche la scelta del governo di utilizzare 400 milioni di euro destinati originariamente alle bonifiche ambientali per coprire ulteriori costi dell’impianto industriale: «È inaccettabile togliere fondi essenziali per la salute dei cittadini e la salvaguardia dell’ambiente. Taranto ha diritto a risposte chiare, non a interventi di emergenza che rimandano soltanto i problemi».
Secondo il deputato pentastellato, la decisione di proseguire con l’attuale modello produttivo dell’Ilva significa prolungare per altri dieci anni l’inquinamento ambientale legato al carbone, aumentando ulteriormente i rischi per la salute pubblica: «Avevamo proposto chiaramente di puntare sull’idrogeno verde come vera soluzione per riconvertire l’impianto, riducendo drasticamente l’impatto ambientale e tutelando la salute dei cittadini e dei lavoratori. Purtroppo, il governo ha scelto di bocciare questa proposta, che avevo personalmente inserito nel decreto Milleproroghe a fine anno».
«Il governo parla di una possibile cessione a privati, ma non chiarisce con quali garanzie né con quale strategia. È necessario che si faccia chiarezza immediata e si avvii una vera transizione ecologica e industriale. Non possiamo accettare che l’Ilva continui ad essere un bancomat per risolvere le inadempienze della politica», conclude Ferrara.
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