Cgil in piazza a Varese, un invito a votare cinque sì per il futuro del lavoro e della cittadinanza
L'iniziativa è la prima di una serie di eventi che la Cgil organizzerà in tutta la provincia di Varese per promuovere i referendum che si terranno l'8 e 9 giugno
Sabato mattina, in Piazza Monte Grappa a Varese, la Cgil ha lanciato un appello forte e chiaro: “Andate a votare e votate cinque sì”. Un gazebo colorato nel cuore della città, circondato da un’atmosfera vivace, ha attirato numerosi passanti, soprattutto giovani, grazie alla presenza di giochi in legno che hanno trasformato il luogo in un punto di incontro e di confronto.
L’iniziativa è la prima di una serie di eventi che la Cgil organizzerà in tutta la provincia di Varese per promuovere i referendum che si terranno l’8 e 9 giugno. La battaglia si concentra su cinque importanti questioni legate al mondo del lavoro e alla cittadinanza, con l’obiettivo di ottenere un cambiamento significativo attraverso l’abrogazione di alcuni passaggi normativi.
Cinque Sì per il Lavoro e la Cittadinanza
Stefania Filetti, segretaria della Cgil di Varese, ha spiegato l’importanza di questo voto: “Cinque sì per il lavoro, cinque sì per la cittadinanza. Con il nostro impegno, insieme a diverse associazioni e partiti politici, possiamo ottenere modifiche concrete e rapide in questioni vitali per lavoratrici e lavoratori”. Le tematiche al centro della mobilitazione riguardano la lotta contro i licenziamenti illegittimi, l’introduzione di maggiori tutele per i lavoratori delle piccole imprese, la riduzione del lavoro precario, una maggiore sicurezza sul posto di lavoro e una più equa integrazione tra cittadini italiani e non.
Filetti ha sottolineato l’importanza di raggiungere il quorum e di partecipare al voto, invitando tutti i cittadini a prendere parte al referendum, con l’obiettivo di “cancellare leggi sul lavoro ritenute ingiuste e dannose per milioni di lavoratori”. “È fondamentale che il voto sia massiccio”, ha dichiarato la segretaria. “Il 9 giugno, se vinceremo questo referendum, le persone avranno la possibilità, insieme a noi, di cancellare dal giorno dopo, quelle leggi sul lavoro che non vanno”.
Riccardo Saccone, segretario generale della Cgil, ha ribadito l’importanza del percorso di sensibilizzazione che accompagnerà i cittadini fino alla giornata del voto: “Fino al 6 giugno, saremo in ogni strada, in ogni casa, in ogni luogo di lavoro per presentare un’idea diversa di Paese. Un Paese che metta al centro la persona, le lavoratrici, i lavoratori, che tolga il lavoro dalla mercificazione, dalla svalorizzazione quotidiana e soprattutto attraverso lo strumento del referendum che rimetta al centro le cittadine e la responsabilità diretta delle proprie scelte”.
Saccone ha continuato, esprimendo l’aspirazione di trasformare il dibattito pubblico e le politiche lavorative del Paese, rimettendo al centro le esigenze materiali delle persone e le loro aspirazioni. “Il giorno dopo il referendum”, ha concluso, “avremo cambiato l’agenda politica di questo Paese, rimettendo al centro, le vere condizioni materiali delle persone, i loro sogni, i loro bisogni, le loro aspirazioni”
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