Da Varese a Gaza, e poi in Ucraina: è partito il cibo raccolto alla Cooperativa di Giubiano
Il progetto solidale ha raccolto oltre 16 tonnellate di cibo, di cui 12,5 sono partite verso il porto di Genova per raggiungere la popolazione di Gaza

Ha superato le 16,5 tonnellate la raccolta di cibo destinata alla popolazione di Gaza. Un risultato che va oltre ogni aspettativa per una mobilitazione partita dal basso e cresciuta settimana dopo settimana grazie al passaparola e all’impegno di tanti volontari. Anche il sindaco di Varese Davide Galimberti ha partecipato all’iniziativa di solidarietà.
Tra le iniziative a sostegno della popolazione palestinese organizzate a Varese sono in programma anche due giorni di cammino lungo la Via Francisca del Lucomagno venerdì 5 e sabato 6 settembre. Tutti i dettagli
In viaggio verso Genova 12,5 tonnellate di aiuti
Sul camion partito la mattina di venerdì 29 agosto per il porto di Genova sono in viaggio circa 12,5 tonnellate. È lì che il carico si unirà a quelli provenienti da altre città italiane, per poi dirigersi a Gaza insieme a quello trasportato da decine di navi provenienti da tutto il mondo che partecipano alla missione Global Sumud Flotilla.
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Il cibo in più andrà a chi ne ha bisogno
La parte restante – circa 4 tonnellate di generi alimentari – non andrà sprecata. Anzi, la Cooperativa sta già lavorando per destinarla ad altre situazioni di bisogno. Una parte sarà probabilmente donata alla Caritas, mentre una quota significativa sarà inviata in Ucraina.
Questa nuova possibilità è emersa proprio in questi giorni: l’autista del mezzo diretto a Genova, infatti, è membro di un’associazione che si occupa di portare aiuti nelle zone colpite dalla guerra in Ucraina. È previsto un viaggio agli inizi di settembre.
«In Ucraina c’è bisogno di aiuto, ma se ne parla meno»
«C’è ancora moltissimo bisogno in Ucraina – spiegano gli organizzatori –, ma oggi è diventato più difficile raccogliere aiuti: manca un “tam tam emozionale” come quello che si è creato per Gaza. Il conflitto è meno presente nell’opinione pubblica, sembra un po’ stantio. Ecco perché siamo super entusiasti di poter ricevere questi aiuti alimentari».
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