La Madonna Pellegrina di Fatima in visita al carcere di Varese
L’iniziativa, inserita nel Giubileo della Speranza 2025, ha rappresentato un segno di vicinanza e riflessione per chi vive in condizioni di privazione della libertà
Un incontro di preghiera e speranza ha caratterizzato le giornate dell’8, 9 e 10 agosto 2025 alla Casa Circondariale di Varese. La statua della Madonna Pellegrina di Fatima ha fatto tappa all’istituto dei “Miogni”, accolta con grande partecipazione da personale, detenuti e familiari.
Un segno per il Giubileo della Speranza 2025
L’iniziativa si inserisce nell’anno giubilare indetto da Papa Francesco con la bolla «Spes non confundit». Parole forti quelle del Pontefice: «Offriamo ai detenuti un segno concreto di vicinanza, perché sia per loro un simbolo che invita a guardare all’avvenire con speranza» – ha scritto nella bolla – ricordando come la Madre di Dio sia la più alta testimone di speranza.
La presenza della statua è stata resa possibile grazie alla collaborazione tra Don Raffaele Grimaldi, Ispettore Generale dei Cappellani delle carceri italiane, Padre Carlos Cabecinhas, Rettore del Santuario di Fatima, Monsignor Giovanni D’Ercole, Don Vittorio De’ Paoli e Don Matteo Rivolta, cappellano del carcere di Varese.
Tre giorni di fede e condivisione
La statua è arrivata il 8 agosto 2025 ed è stata accolta con un momento di preghiera a cui ha partecipato tutto il personale in servizio. Il giorno successivo, sabato 9 agosto, è stata portata alla Chiesa della Brunella per un incontro con i familiari dei detenuti, prima di rientrare nella sezione detentiva.
Il momento culminante si è avuto domenica 10 agosto, con la celebrazione della Santa Messa, dopo la quale la Madonna Pellegrina ha proseguito il suo viaggio verso la tappa successiva.
Un’occasione di riflessione
Per la direzione dell’istituto, l’evento è stato un’occasione preziosa di ascolto e riflessione sul Vangelo, capace di rafforzare un senso di comunità e vicinanza nel segno del Giubileo della Speranza.
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