Laveno End of Summer Festival 2025: tra musica, moda sostenibile e comunità
Grazie all’impegno dei volontari, che già dalla notte hanno sorvegliato gli allestimenti e alle prime ore del mattino hanno spalato fango con pale e sorrisi, il festival è rinato sabato 30 agosto, pronto ad accogliere centinaia di giovani e famiglie
Il Laveno End of Summer Festival 2025 ha dimostrato che la forza di una comunità può trasformare le difficoltà in opportunità. Dopo le piogge torrenziali di venerdì 29 agosto, che hanno costretto ad annullare la serata inaugurale, il Parco Gaggetto si presentava devastato. Ma grazie all’impegno dei volontari, che già dalla notte hanno sorvegliato gli allestimenti e alle prime ore del mattino hanno spalato fango con pale e sorrisi, il festival è rinato sabato 30 agosto, pronto ad accogliere centinaia di giovani e famiglie.
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Moda sostenibile e pop up creativi

Tra i protagonisti della giornata, gli stand hanno offerto un viaggio tra moda sostenibile, arte e consapevolezza. Refresh ha firmato le magliette ufficiali “Born in the lake”, diventate simbolo dell’evento. CRCL, sartoria di Tommaso Barbesino, ha presentato capi realizzati con materiali recuperati, mentre N2V – Nato 2 Volte di Tesfaye Valente ha proposto abiti nati da scarti tessili, dimostrando che stile e rispetto per l’ambiente possono convivere.
Accanto alla moda, spazio a illustrazioni e acquerelli con NYM creative, mostre in realtà aumentata di Gattabuia, gioielli artigianali per bambini e tatuaggi come forma d’arte con Melissa Martin e Matteo Guida, che ha portato anche la tecnica dell’incisione su specchi.
Messaggi sociali e responsabilità

Il festival non è stato solo divertimento, ma anche occasione di sensibilizzazione. Lo stand “Con-senso” ha promosso il rispetto nelle relazioni, mentre i ragazzi di Drinkello hanno presentato una start-up per ridurre le sostanze dannose nelle bevande, incentivando invece quelle benefiche. Non sono mancati i test gratuiti su alcol e droghe, insieme alla presenza di AVIS Verbano e Legambiente.
Un simbolo del legame con la comunità è stato il “Muro delle Meraviglie”, realizzato in collaborazione con il Festival della Meraviglia, dove i partecipanti hanno lasciato pensieri, sogni e definizioni di bellezza, da “La gioventù” a “Emozionarsi quando si fa ciò che ci piace”.
Sport, cucina e convivialità

Il pomeriggio ha offerto momenti di svago e aggregazione, con il torneo di beach volley e i piatti del Panzerock, tra panini e specialità locali. L’atmosfera si è accesa di glitter e sorrisi, creando un’esperienza immersiva che ha coinvolto tutti, dai più piccoli agli adulti.
Musica: voci, generi e messaggi

La sera, il palco del Parco Gaggetto è esploso di energia con una line up ricca e variegata. Flako Calavera ha acceso il pubblico sventolando la bandiera palestinese, Rosen ha unito tromba jazz ed elettronica sperimentale, e Affari Grossi hanno trasformato il concerto in un coro collettivo. Gaza ha portato nuove sonorità, mentre Vimaki Lymb ha vissuto l’emozione di «suonare a casa».
Da Roma, Chicoria ha lanciato messaggi politici contro la dispersione scolastica, mentre Camufly ha fatto ballare e cantare tutti con il suo entusiasmo contagioso. La chiusura è stata affidata a Palazzi D’Oriente, che con la sua elettronica partecipata ha fatto vibrare il pubblico fino a tarda sera.
Un festival che unisce

Il commento di una ragazza arrivata da Varese riassume lo spirito del festival: «Non ero mai venuta, ed è bellissimo: ci sono tantissime attività da fare». Una frase che restituisce il senso di un evento capace di fondere comunità, impegno sociale, creatività e musica, riportando luce e bellezza al lago dopo la tempesta.
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