Da oltre 20 anni sul lungolago di Gavirate la zucca è regina: “Una festa iniziata in sordina e poi esplosa”
Luciano De Maddalena, volto storico della Pro Loco di Gavirate, ricorda gli inizi di una manifestazione che è andata crescendo negli anni, capace di rinnovarsi
È cominciata quasi per caso, come tante storie di paese, con qualche bancarella, una manciata di zucche e la voglia di fare qualcosa di bello per la comunità. Oggi, a ventuno anni di distanza da quella prima edizione del 2004, la Festa della Zucca di Gavirate è diventata una delle manifestazioni più attese del territorio, capace di richiamare migliaia di persone sulle rive del lago tra fine settembre e ottobre.
«La prima edizione è partita in sordina, come tante manifestazioni che nascono così, quasi per gioco – racconta Luciano De Maddalena, storico componente della Pro Loco di Gavirate – Poi, nel giro di dieci anni, è esplosa: per il prodotto, che è piacevole e versatile, ma anche per il clima, perché in questa stagione qui a Gavirate si sta bene. È diventata la classica manifestazione di chiusura della stagione, prima dell’inverno, quando poi non ci sono più tanti spazi per stare insieme».
Nel tempo, la festa si è allungata, passando da due a tre weekend e in alcune edizioni perfino quattro. «Ma quattro weekend sono massacranti – ammette – Speravamo che piovesse almeno un fine settimana per respirare un attimo, e invece niente, sempre bel tempo! E noi siamo un gruppo di volontari, quasi tutti pensionati, che si alza alle sei del mattino e finisce alle otto di sera. Serve energia, e non è scontato».
La forza della Festa della Zucca è proprio in quel gruppo di circa 50 persone che ogni anno, con passione e fatica, rende possibile tutto questo. «Siamo un bel gruppo, con qualcuno anche più giovane, ma la maggior parte ha tra i 55 e i 70 anni. È gente che ha dato tanto, che ha ancora voglia di fare, e che tiene a questa festa come a una cosa propria».
Con il tempo, anche i prodotti negli stand sono cambiati. All’inizio si puntava soprattutto su prodotti della terra, legati all’agricoltura locale: patate, aglio, zucche di ogni forma e colore. Poi sono arrivati anche gli hobbisti e da quest’anno una novità: una fiera dedicata al benessere, con circa 25 bancarelle pensate per chi cerca un contatto più consapevole con il proprio corpo e la natura.
«Ogni anno cerchiamo di proporre qualcosa di diverso. Abbiamo avuto le mostre di modellini agricoli, le biciclette storiche, gli strumenti musicali fatti con le zucche, le auto d’epoca. Quest’anno ci sarà un accampamento medievale, con spadaccini, tiro con l’arco e falconieri. Torna anche il gioco del lancio della zucca nel lago, che piace tantissimo: una grande fionda lancia le zucche verso bersagli galleggianti, chi colpisce il centro vince un piccolo premio. Ma più del premio, è il gusto di riuscirci».
«È una festa che ha saputo rinnovarsi senza perdere l’anima – aggiunge De Maddalena – Non è solo la zucca, è l’atmosfera, è il paese che si ritrova, sono i bambini che si sporcano le mani col legno, sono le famiglie che passano il pomeriggio sul lungolago. Ci piace pensare che in un mondo dove tutto corre, noi siamo riusciti a creare un momento per fermarsi».
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