A Ferrera la scuola dell’infanzia insegna la “cura” come valore quotidiano
Un progetto educativo diffuso che coinvolge bambini, famiglie e comunità tra gesti semplici e azioni concrete per un Natale solidale
Da alcuni anni la scuola dell’infanzia di Ferrera ha fatto della cura un vero e proprio pilastro educativo. Una scelta consapevole che mette al centro i piccoli alunni e li guida in un percorso fatto di gesti gentili, attenzione all’altro e sensibilità, in quello che le insegnanti definiscono una didattica delle emozioni.
Una panchina viola per la gentilezza
La parola “cura” è diventata parte del vocabolario quotidiano: la si ritrova nei corridoi, in aula, nel cortile e persino nel parco giochi. Lo scorso anno, in occasione della giornata internazionale della gentilezza, è stata inaugurata una panchina viola, simbolo di un’educazione che coltiva la tenerezza come risposta alla disconnessione emotiva del nostro tempo.
Le insegnanti credono profondamente che la cura sia contagiosa e raccontano come i bambini, con un sorriso o un cenno del capo, riescano a sciogliere la rigidità degli adulti e a disinnescare la durezza dei conflitti.
I bambini imparano prendendosi cura
Alla scuola di Ferrera si insegna che la cura non è solo una parola, ma un esercizio quotidiano. I più piccoli imparano a prendersi cura di se stessi, degli spazi, dei compagni e dei materiali. Non si tratta solo di attività didattiche, ma di esperienze vissute con il corpo, gli occhi, le mani e il cuore.
«Quando i nostri alunni compiono atti di cura, non solo vediamo con i nostri occhi, ma sentiamo con le nostre emozioni un mondo che si fa più leggero – raccontano le docenti – È come se quel tempo, fatto di delicatezza e semplicità, si dilatasse, tingendo di luce anche le giornate più fredde e grigie».

Un Natale fatto di gesti concreti
Il periodo natalizio diventa ogni anno un’occasione per trasformare questo approccio in azioni concrete. I bambini non scrivono semplicemente letterine per chiedere regali, ma si interrogano su come portare gioia agli altri.
Alcuni hanno confezionato piccoli ripari (copertine e ninnoli) per i cani randagi del paese, altri hanno preparato cioccolata calda da offrire agli operatori ecologici per le strade di Ferrera. Altri ancora si sono recati, accompagnati dagli insegnanti, all’ambulatorio medico di Cittiglio per portare dolci ai piccoli pazienti ricoverati.
Un altro gruppo ha raggiunto la RSA di Cuveglio, dove hanno fatto visita agli anziani con pensieri scritti e momenti di compagnia.
Infine, un piccolo gruppo si è recato presso la sede della Caritas di Grantola, dove hanno consegnato dei doni per i bambini più bisognosi.
Il dirigente scolastico desidera ringraziare in modo particolare quei genitori che si sono impegnati ad accompagnare i propri figli in queste iniziative, contribuendo in modo concreto alla riuscita del progetto educativo.
Il dono che racconta un pensiero
Il 18 dicembre, ogni bambino porterà a scuola un piccolo dono, simbolo di un pensiero: sarà qualcosa di semplice, fatto con le proprie mani – un disegno, una composizione decorativa, un’immagine – e verrà scambiato tra i compagni per ricordare che il vero regalo è l’attenzione all’altro.
Per i piccoli della scuola dell’infanzia di Ferrera, il Natale è cura: un gesto, una parola buona, un atto di luce.
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