A Varese gli OP3 chiudono il Festival Echi Urbani. Ospite speciale Rocco Tanica

Un evento unico, gli OP3 in concerto a Varese insieme ad un talk sull'intelligenza artificiale con la speciale featuring di Rocco Tanica

Op3 e Rocco Tanica a Varese

Unire la musica per il re di Jean-Baptiste Lully con Shpalman degli Elio e le Storie Tese. Ascoltare un tormentone come Gimme! Gimme! Gimme! degli Abba in versione classica. O ancora, stupirsi di quanto la celebre Don’t Stop Me Now dei Queen possa risultare energica suonata da un trio d’archi.

Foto in copertina di Istituto Italiano di Fotografia, Mihaela Patrascu

Una serata davvero unica quella andata in scena nella serata di lunedì 15 dicembre alla sala Montanari di Varese, dove Echi Urbani, ha concluso il suo festival con ospiti d’eccezione: gli OP3 e Rocco Tanica.

Una “prima” apprezzatissima dal pubblico in sala che ha potuto godere dello straordinario talento del trio d’archi, composto da Aldo Cicchini al violino, Marco Venturi alla viola e Giulio Cazzani al violoncello, quest’ultimo di Varese, accompagnanti per l’eccezione musicista degli Elii. Rocco Tanica infatti, ha concluso la serata con una lezione sull’intelligenza artificiale, o meglio, su come sta cambiano o può cambiare la musica e il suo processo creativo.

«L’intelligenza artificiale agevola una discreta fetta di processi creativi ma soprattutto esecutivi. Da utente posso dire che mi aiuta a bruciare delle tappe che sarebbero state destinate a tentativi per loro natura spesso vani e quindi a trovare una direzione stilistica più rapidamente. Faccio un esempio. Immagina di avere in mente una melodia semplice, accompagnata da pianoforte o chitarra, per una canzone che ho scritto. Da quando ho acquisito consapevolezza di questo mondo, ho sempre sperimentato in studio: prima con il gruppo, poi con il batterista, infine con il produttore. Ogni volta si provavano vari approcci, come un’interpretazione più allegra, triste, rumba, rock and roll, o addirittura ispirata a uno stile classico o barocco. E a volte questi tentativi richiedevano giorni o settimane, per scoprire che solo il quarto tentativo fosse quello giusto. Oggi, però, riesco a ridurre questo processo, senza sacrificare la creatività iniziale, da settimane a secondi».

E spiega: «Questo è possibile grazie all’intelligenza artificiale generativa per la musica. Con l’AI posso dare un “prompt”, un ordine, alla macchina, indicandole direttamente quale suono voglio ottenere. Questo non esclude la creatività umana, ma la potenzia». La domanda che sorge è: c’è il rischio che, in futuro, la creatività umana possa diventare superflua? «Già oggi, in un certo senso, ciò avviene. Il problema è che la macchina non ha un’etica; questa appartiene all’essere umano che la controlla. Dipende da come decidiamo di usarla. Ad esempio, potremmo scrivere una canzone completamente credibile e indistinguibile da una reale, in soli 15 secondi, semplicemente dando un prompt alla macchina. Il rischio che vedo è che, se non usata responsabilmente, l’intelligenza artificiale possa portare a un circolo vizioso. Non credo che esista una tecnologia “cattiva”, ma piuttosto una tecnologia malintesa o mal utilizzata».

Op3 e Rocco Tanica a Varese
Foto di Istituto Italiano di Fotografia, Mihaela Patrascu

La creatività umana resta quindi un elemento indispensabile e nella serata di ieri non è certo mancata. Il trio d’archi OP3, nato da un gruppo di amici oggi professori d’orchestra presso la RAI di Torino, Santa Cecilia di Roma e Sinfonica di Milano, si sono trovati con un progetto davvero particolare. Sul palco spaziano dalla musica classica al pop e al rock e ieri sera hanno interpretato brani come Basketcase dei Green Day, In The End dei Linkin Park, Paradise City dei Guns N’ Roses, Jump dei Van Halen, Gli anni degli 883. Non è un caso se la serata è stata nominata “FEEL THE BEAT”, tanto che il pubblico non ha potuto fare a meno di seguire il trio in ogni sua composizione, trascinati da entusiasmo e musica. E dall’ironica, immancabile di Rocco Tanica.

L’evento, organizzato dal festival Echi Urbani di Varese, continua anche virtualmente. È attivo fino al 31 dicembre 2025 sul sito ufficiale de Gli Echi della Natura il crowdfunding, con detrazione fiscale. “La donazione è un gesto che permette di sostenere talenti, laboratori nelle scuole e progetti culturali diffusi”, spiega la direttrice artistica Corinna Canzian. Nel 2025, grazie al contributo dei sostenitori, Gli Echi della Natura Academy ha già realizzato: 10 borse di studio per giovani musicisti, 5 laboratori gratuiti in scuole e centri educativi, 2 progetti speciali dedicati al sociale, 1 contest giovani talenti, diverse masterclass e appuntamenti aperti alla città.

Una rete che sostiene cultura e giovani

Gli Echi della Natura E.T.S., ente promotore del festival, lavora in dialogo costante con il territorio. Tra i partner più attivi: Elmec, Agricola, Cortinabanca, Eremo dei Romiti, Scoiattolo, insieme a Regione LombardiaComune di VareseComune di Laveno MombelloComune di Jesolo, oltre alle collaborazioni con MusicAdesso, VareseNews, Varesinando, Libreria Ubik, Istituto Italiano di Fotografia.

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Pubblicato il 17 Dicembre 2025
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