SailMyLife e 4Exodus: la vela come strumento di rinascita e inclusione sociale
Un successo la fase pilota del progetto europeo cofinanziato dal programma Erasmus+ Sport che ha dimostrato come la vela possa diventare un potente strumento di recupero e inclusione per persone tossicodipendenti
Si è conclusa con successo la fase pilota di SailMyLife – Sailing for rehabilitation, redemption and life changing, il progetto europeo cofinanziato dal programma Erasmus+ Sport (Project: 101182740 – ERASMUS-SPORT-2024) che ha dimostrato come la vela possa diventare un potente strumento di recupero e inclusione per persone tossicodipendenti.
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di utilizzare la terapia sportiva, e in particolare la navigazione a vela, come mezzo educativo e di empowerment personale, favorendo la ricostruzione dell’autostima, lo sviluppo di competenze sociali e la creazione di legami significativi attraverso il lavoro di squadra.
Il progetto è promosso da un partenariato internazionale composto da 4Exodus, cooperativa sociale attiva nel sostegno a persone vulnerabili; Sailife, associazione sportiva dilettantistica italiana; e Sailing Into Wellness, impresa sociale irlandese specializzata in programmi di benessere esperienziale basati sull’acqua.
Durante i 18 mesi di lavoro, il team ha sviluppato un modello innovativo di intervento sportivo e formativo destinato a professionisti e operatori nel campo delle dipendenze. Il progetto ha portato alla creazione di una raccolta di buone pratiche sull’uso dello sport e della vela come strumenti terapeutici, un approccio metodologico e un syllabus package per la progettazione di programmi di vela terapeutica, oltre a un training of trainers package con materiali formativi dedicati a istruttori sportivi e operatori sociali.
La fase pilota, svolta in Italia e Irlanda, ha confermato l’efficacia del modello, evidenziando miglioramenti nell’autonomia, nella motivazione e nel benessere psicofisico dei partecipanti. I dati raccolti mostrano una significativa crescita della consapevolezza di sé, della capacità di collaborazione e della fiducia personale.
“SailMyLife dimostra che lo sport può essere molto più di un’attività fisica: può diventare una vera terapia di vita, capace di restituire dignità, fiducia e nuove prospettive alle persone,” dichiarano i responsabili di 4Exodus. Gli istruttori di Sailife aggiungono che “la vela, ponendo al centro la persona, può rappresentare un’opportunità concreta di inclusione e crescita personale, stimolando la responsabilità individuale e rafforzando le relazioni interpersonali.”
Il progetto ambisce a valorizzare il potenziale dello sport come strumento di autonomia, benessere e partecipazione sociale, puntando a diffondere il modello a livello europeo come esempio di buona pratica per la riabilitazione attraverso lo sport.
SailMyLife si conferma così un laboratorio europeo di innovazione sociale, capace di unire sport, educazione e inclusione in un percorso di cambiamento reale e duraturo.
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