A Lavena Ponte Tresa è pronto il nuovo canale scolmatore: maggiore sicurezza per paese e cittadini
L'opera da 500.000 euro servirà a convogliare le acque montane nel torrente Lavena mettendo in sicurezza le abitazioni che furono colpite duramente dalle inondazioni del giugno 2020
Il Comune di Lavena Ponte Tresa si appresta a inaugurare un’opera fondamentale per la sicurezza del territorio e dei suoi residenti. Sabato 31 gennaio, alle ore 10.30, i cittadini avranno l’opportunità di partecipare a una visita guidata al cantiere del nuovo canale scolmatore, una struttura strategica realizzata per proteggere l’abitato di Lavena dalle minacce idrogeologiche.
La risposta all’alluvione del 2020
Il progetto nasce dalla necessità di mettere in sicurezza una vasta zona del paese, duramente colpita dalla terribile alluvione del 7 giugno 2020. In quell’occasione, le abbondanti piogge causarono l’allagamento di un’estesa area residenziale, evidenziando la fragilità del sistema di deflusso delle acque montane. L’intervento attuale rappresenta dunque una risposta concreta e attesa per prevenire il ripetersi di simili criticità.

Un investimento per la sicurezza idraulica
L’opera, che ha richiesto un investimento complessivo di 500.000 euro, consiste in un’imponente infrastruttura idraulica progettata per intercettare i torrenti che scendono dalla montagna. Attraverso un percorso a cielo aperto, le acque vengono ora convogliate in modo controllato oltre le abitazioni, fino a confluire nel Torrente Lavena. Questo sistema permette di gestire portate d’acqua significative, riducendo drasticamente il rischio di esondazioni nel centro abitato.
Visita al cantiere: le modalità di partecipazione
L’appuntamento per chi volesse vedere da vicino questa realizzazione è fissato per sabato mattina. Il ritrovo è previsto presso il parcheggio di accesso alla strada militare in via Ardena. L’amministrazione comunale invita i partecipanti a indossare abbigliamento e calzature adeguate, trattandosi di un’area di cantiere inserita in un contesto naturale. Sarà l’occasione per comprendere meglio il funzionamento di un’opera che segna profondamente il territorio, non solo per le sue dimensioni ma per la sua funzione vitale di protezione.
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