Il Batman di Albizzate in corsia: la storia di un volontario che porta sorrisi nei reparti pediatrici di Varese
Inizia tutto con un costume di carnevale, ma si trasforma in un’esperienza umana e profonda nei reparti pediatrici di Varese e Tradate
Un costume di carnevale, un’idea semplice e un desiderio profondo di fare del bene: è così che nasce la storia di Davide Basso di Albizzate, un volontario che veste i panni di Batman per portare un po’ di gioia ai bambini ricoverati negli ospedali della provincia di Varese.
Tutto comincia da un suggerimento di amici che lavorano in ospedale e dall’intuizione che anche un travestimento possa diventare uno strumento potente per comunicare leggerezza e speranza. Così, dopo aver seguito un corso per comprendere le dinamiche ospedaliere e le modalità di relazione con i bambini, l’uomo entra in contatto con l’Associazione Ponte del Sorriso. Grazie a Emanuela Crivellaro, viene accolto nel gruppo dei volontari e inizia il suo percorso, vestito da Cavaliere Oscuro.
Dai giochi in reparto ai piccoli miracoli del sorriso
L’effetto del costume è immediato: i bambini si incuriosiscono, interagiscono, si lasciano coinvolgere. «Una volta un bambino mi ha chiesto di aprire la finestra per volare, perché Batman è un pipistrello. Gli ho detto che volo solo di notte. Lui, furbo, ha detto che mi avrebbe aspettato» racconta il volontario.
Con il tempo, il costume “base” lascia spazio a una versione più curata, completa di gadget e pipistrelli di pannolenci cuciti sul mantello. Una mamma di una bimba ricoverata gli regala una maschera più professionale. Anche questo diventa un pezzo di una storia fatta di piccoli gesti e grande umanità.
“Io sono solo un pezzo del puzzle”
Oggi il volontario opera nei reparti pediatrici di Varese, nel Pronto Soccorso e a volte a Tradate. Non è ancora entrato nel reparto di oncologia infantile, non per paura della malattia, ma per il timore di non poter interagire direttamente con i bambini più gravi, spesso isolati da un vetro. «Ho paura di togliere loro la speranza. Il supereroe arriva e risolve tutto, ma la realtà a volte è diversa. E io, in quei casi, vorrei solo abbracciarli», scrive nel suo racconto Basso.
Con grande umiltà, definisce sé stesso come «solo un pezzettino di un puzzle» fatto di tanti volontari che ogni giorno portano sollievo non solo ai bambini, ma anche ai genitori che vivono l’incertezza della malattia.
Un’esperienza che riempie di gioia
Il volontario ringrazia Emanuela Crivellaro e tutta l’associazione per averlo accolto, e confessa: «Questa esperienza mi sta riempiendo di soddisfazione e gioia». Una testimonianza semplice ma potente, che ci ricorda quanto anche un travestimento possa diventare una carezza per chi sta affrontando momenti difficili.
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