La crisi abitativa non è un caso. E lo si scopre giocando a Monopoli
Attraverso la espansione "hackerata" vengono messe in evidenza i meccanismi del mercato immobiliare che rendono sempre più difficile vivere nelle città. A Varese una sessione di gioco - e approfondimento - con associazione L'Agorà e Sunia
Un gioco da tavolo come strumento per leggere la realtà, comprendere le diseguaglianze e aprire una riflessione collettiva su uno dei nodi più urgenti del presente: l’emergenza abitativa.
È questo lo spirito di “Hackerare Monopoli”, l’iniziativa in programma venerdì 9 gennaio dalle 18 all’Informagiovani di Varese, in via Como 21, promossa dall’associazione L’Agorà Varese e dal Sunia, il sindacato degli inquilini della Cgil.
La serata ruota attorno a un gioco da tavolo che rielabora criticamente uno dei più celebri simboli della cultura popolare. Hackerare Monopoli è infatti «un gioco finalizzato a spiegare la questione abitativa in Italia e, più in generale, i temi e i problemi delle trasformazioni urbane contemporanee». Non una semplice rivisitazione ludica, ma uno strumento pensato per rendere accessibili concetti complessi legati alla città, alla casa e alle dinamiche economiche che le attraversano.
A introdurre il gioco e a partecipare alla sessione collettiva sarà Francesco Chiodelli, professore associato di Geografia economico-politica all’Università di Torino, che ha ideato Hackerare Monopoli insieme al collettivo artistico Zeroscena. Una presenza che rafforza il taglio divulgativo e al tempo stesso scientifico dell’iniziativa, pensata come momento di confronto aperto e partecipato.
Secondo Andrea Cazzolaro, del Sunia Cgil, si tratta di «una modalità di approcciarsi al tema abitativo che consideriamo molto interessante», anche perché si ricollega «alle vere origini del gioco Monopoli», nato per mettere in luce le distorsioni del capitalismo, che tende naturalmente all’accumulo delle ricchezze nelle mani di pochi. Un riferimento storico che diventa chiave di lettura per comprendere come le logiche di rendita e speculazione continuino a incidere sulle città contemporanee.
L’iniziativa nasce da un percorso condiviso tra realtà diverse. «Una delle prime attività sociali che abbiamo avviato – spiega Giovanni uno dei ragazzi del gruppo L’Agorà- è stata a sostegno dei senza fissa dimora, appoggiandoci a realtà come Il Viandante ma non solo, e promuovendo raccolte di fondi». Aggiunge Cazzolaro: «Da quell’esperienza di attivismo “dal basso” sono poi arrivati al tema dell’abitare in generale e hanno cercato un confronto anche con il Sunia». Un passaggio che segna il superamento di una visione emergenziale e frammentata, per affrontare la questione casa come fenomeno strutturale.
Questo primo appuntamento pubblico vuole infatti chiarire che nessun soggetto, da solo, è sufficiente ad affrontare il problema. Serve «ampliare la partecipazione» e costruire una consapevolezza diffusa. L’obiettivo è far emergere «categorie ed elementi di base per capire il tema abitativo e dell’essere nella città», affrontando nodi come le diseguaglianze sociali, l’impatto ambientale delle trasformazioni urbane, il ruolo della rendita e della speculazione, fino alle possibilità – e alle responsabilità – delle politiche istituzionali.

Un’attenzione particolare è rivolta anche al modo in cui il tema viene raccontato. «C’è tanto da fare sul piano dello studio e dell’approfondimento, per arrivare a rifiutare le categorie che ci vengono imposte», sottolinea ancora Cazzolaro. «Penso all’insistenza mediatica sulle occupazioni abusive, che rappresentano una parte minimale del problema abitativo» e che invece vengono spesso rappresentate come uno dei principali problemi, spostando l’attenzione dagli elementi strutturali (che fanno sì che una parte sempre maggiore del reddito delle persone e delle famiglie viene assorbito da affitti o mutui) ad una visione appiattita sull’aspetto penale, se non di ordine pubblico.
Mentre la realtà è profondamente diversa, nelle città ma soprattutto al di fuori: «In provincia di Varese, per esempio, le occupazioni sono praticamente inesistenti, a fronte invece di un problema abitativo enorme».
Dopo la presentazione e la sessione di gioco (qui per iscriversi), la serata proseguirà in modo informale, con un aperitivo. Un’occasione conviviale che rafforza l’idea di fondo dell’iniziativa: usare il gioco come spazio di incontro, per “hackerare” non solo un tabellone, ma anche le narrazioni semplificate, e aprire uno sguardo più ampio e consapevole sulle politiche abitative e sul diritto alla città.
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