Anche i Rush stavano per sciogliersi, ma il successo arrivò
Senza lo scomparso batterista Neil Peart saranno a Milano a fine marzo: ma che prezzi!!!
Come già detto il prog era essenzialmente una musica prima inglese e poi europea. Ma avendo tanto successo oltreoceano era abbastanza ovvio che ne nascesse anche lì un filone che, almeno inizialmente, tendeva più verso l’hard rock: qualcosa di simile agli Uriah Heep oppure anche a certe cose dei Led Zeppelin. Soprattutto loro vengono in mente ascoltando i canadesi Rush, gruppo di punta del prog USA: sono di fatto un trio (strumentalmente lo erano anche gli Zep) senza tastierista, e il cantante e bassista Geddy Lee non si può dire che non abbia ascoltato Robert Plant! Erano partiti con l’hard rock, ma dopo tre album le vendite non arrivavano. Come già visto coi Queen, la casa discografica diede un’ultima chance e questa funzionò: 5° posto in Canada e secondo album più venduto della loro quarantennale carriera. Come avete già capito col prog dei Genesis o, che so, dei Caravan non c’entrano nulla – al solito le etichette… – e l’unico modo per capire se vi piacciono è quello di ascoltarli: capaci di suonare certo lo sono.
Curiosità: tanto per cambiare, un giornalista inglese del NME scrisse che i Rush erano fascisti, basandosi sui contenuti della suite fantascientifica di questo disco. Geddy Lee si infuriò e ne aveva ben donde: i suoi genitori, ebrei polacchi, erano sopravvissuti ad Auschwitz!
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