Donazioni di organi, l’appello del primario di Varese dopo il dramma di Domenico: “Il dono è un atto che salva vite”
Andrea Ambrosini, consigliere della Società Italiana di Nefrologia e direttore della Nefrologia e Dialisi dell’Asst dei Sette Laghi, invita a proteggere la cultura del dono che sostiene le speranze di chi è in lista d’attesa per un trapianto
Il mondo dei trapianti in Italia vive giorni difficili dopo la morte del piccolo Domenico, una vicenda che ha colpito profondamente l’opinione pubblica e la comunità medica. Proprio mentre sempre più persone si avvicinano al tema delle donazioni di organi, il rischio è che il dolore e le polemiche possano incrinare quella cultura del dono che negli anni ha permesso di salvare migliaia di vite.
Il punto, ricordano molti medici e operatori del settore, è che dietro ogni trapianto ci sono pazienti che aspettano. Persone che vivono con la speranza che arrivi un organo capace di cambiare il loro futuro. Per questo il dibattito che si è acceso nelle ultime settimane richiede attenzione e responsabilità: perché ogni parola può influire sulla fiducia delle famiglie e dei cittadini nei confronti della donazione.
Il rischio di fermare la cultura del dono
Il tema è stato richiamato anche dal nefrologo varesino Andrea Ambrosini, consigliere della Società Italiana di Nefrologia e direttore della Nefrologia e Dialisi dell’Asst dei Sette Laghi. In una lettera aperta, Ambrosini invita a non lasciare che una tragedia possa trasformarsi in sfiducia verso un sistema che ogni giorno lavora per salvare vite.
«La cosa peggiore che ognuno di noi potrebbe fare ora è aggiungere dramma, sfiducia e negazione a una tragedia immensa» afferma il dottor Andrea Ambrosini.
Secondo il medico, il mondo dei trapianti è fatto di professionisti che quotidianamente affrontano situazioni complesse: medici, infermieri, autisti, volontari. Tutte persone impegnate in una rete delicata che permette agli organi donati di arrivare in tempo a chi ne ha bisogno.
Il significato del dono
Alla base di tutto c’è un concetto semplice ma potente: il dono. Un gesto che non è uno scambio né una ricompensa, ma un atto gratuito che permette di salvare altre persone.
«Il dono è un gesto spontaneo, un atto d’amore che ha come solo scopo salvare la vita di chi soffre o è in pericolo di vita» continua il direttore della nefrologia varesina.
Ambrosini ricorda anche l’origine stessa della parola: deriva dal latino “dare”, offrire senza aspettarsi nulla in cambio. Un principio che da decenni è alla base della cultura delle donazioni nel nostro Paese.
Migliaia di persone in attesa
In Italia migliaia di pazienti attendono un trapianto. Per molti di loro, la possibilità di ricevere un organo rappresenta l’unica prospettiva per tornare a una vita normale o per continuare a vivere.
Per questo gli specialisti invitano a non lasciare che la paura o la disinformazione possano frenare la disponibilità alla donazione. Ogni scelta consapevole può fare la differenza.
«Semplicemente mettiamo da parte la tristezza e la rabbia e trasformiamo il dramma in migliaia di vite» l’appello del medico varesino. Un appello che nasce dal dolore per quanto accaduto, ma che guarda al futuro di tanti pazienti che attendono un gesto di solidarietà.
TAG ARTICOLO
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
Vezio su Ex Aermacchi Varese: lavori, vincoli, futuro. Ecco lo stato reale del cantiere e i prossimi passi
Guido30 su Lo sfogo di una madre di Gavirate: "È vietato giocare nei boschi?"
Antonio Siniscalchi su Il vento abbatte un enorme albero su via Caracciolo a Varese: strada chiusa
Gianlu su Gli specialisti del motocross d'epoca si sfidano per due giorni sulla pista della Malpensa
Emapalu su Riccardo Dalola in volata conquista la 57ª Varese-Angera
Gianlu su Riccardo Dalola in volata conquista la 57ª Varese-Angera









Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.