Renfro il puntuale, Freeman il risorto: Varese vince con i bomber inattesi
I due USA non sono i soli protagonisti del successo su Treviso: Stewart e Alviti si accendono nel momento decisivo, Moore toglie i lustrini e indossa la tuta blu
STEWART 7 – Tre quarti di partita senza troppo sale nella ricetta, un ultimo periodo pieno di sapore: riacciuffa Treviso con una tripla e una penetrazione vincente, resta ben concentrato sul pezzo, si muove con precisione in difesa e fa anche in tempo a chiudere in doppia cifra. Undici punti con ben 7 assist sono un bel bottino.
ALVITI 6,5 – Un po’ come Stewart, tiene il raccolto per l’ultima fase della partita in cui, prima, produce parecchio a rimbalzo e poi è decisivo in almeno due giocate offensive. Rimbalzo d’attacco e schiacciata solitaria, assist a Renfro che sembra uscito dalle mani di Giannelli, il palleggiatore principe della pallavolo azzurra. Aveva bucato qualche partita dell’ex quest’anno, stavolta sprinta al momento giusto e si siede alla tavola dei sei in doppia cifra.
MOORE 7 – Lascia la parte i lustrini dello showman, almeno per un tratto di partita, per vestire la tuta blu e mettersi al servizio della macchina-Openjobmetis. Si sbatte in difesa, seleziona bene i tiri, distribuisce palloni quando capisce che i compagni sono al posto giusto nel momento ideale. Una partita più da Markel Brown che da Marcus Keene, una bella prova di maturità.
ASSUI 6,5 – Quel che non riesce a dare in attacco – solo 3 punti – lo dispensa in difesa dove piazza una delle azioni simbolo della partita: l’infrazione di 8” cui costringe Weber. Gran presenza a rimbalzo e ovunque ci sia da mordere il polpaccio di chiunque indossi una maglia biancoazzurra. Mastino.
NKAMHOUA 6,5 – Avvio arrugginito, secondo quarto sontuoso poi qualcosa in meno del solito nella seconda metà di gara. Soprattutto, zero rimbalzi che per uno come lui sono un dato preoccupante: forse per questo motivo Kastritis gli preferisce Alviti nella volata e Dado lo ripaga arpionando 7 palloni. Di solito Olli è il lungo principe, stavolta Renfro gli ruba la scena. Ma è un’alternanza che fa bene a tutti.
Volata senza errori: la Openjobmetis fa impazzire Masnago e manda Treviso all’inferno
IROEGBU 6 – Quando torna a palleggiare ad alta intensità non è un buon segno: talvolta si aggrappa alla classe per uscire dall’angolo e colpire ma in altre circostanze non trova il corridoio giusto o la misura del tiro. Cinque assist ma quattro perse, partita sufficiente ma senza particolari medaglie da appuntare sul petto.
LIBRIZZI S.V. – Gira con un pistone in meno e si vede.
RENFRO 8 (IL MIGLIORE) – Alzi la mano chi avrebbe pensato di affidare a Renfro i possessi decisivi in una partita tirata ed equilibrata per 40′. Forse nemmeno i suoi familiari. E invece il buon Nate questa volta sembra capace di creare spazio intorno a sé come fa quel tizio della banca sulla spiaggia. In mezzo ad altri nove marcantoni, Renfro ritaglia un metro di vantaggio per schiacciare o appoggiare da sotto puntuale come un treno giapponese. Chiude a 18 punti, 7 su 7 da 2 e con la chicca di una tripla da rimessa laterale che – se disegnata – va esposta al Castello di Masnago.
LADURNER S. V. – Lo graziamo, ma quel canestro lasciato lì grida vendetta.
FREEMAN 7,5 – Eccolo, il nuovo acquisto. Quello che Varese ha preparato a dovere nella pausa per allungare la squadra e renderla più pericolosa. Colpisce, certo, per le quattro triple ma soprattutto per l’atteggiamento: tira senza paura di sbagliare, si incolla agli attaccanti (Macura compreso, con risultati alterni), varia i movimenti in attacco anche se non fa canestro da 2. Kastritis lo premia tenendolo nel quintetto che chiude la partita, Masnago l’accarezza a suon di applausi. Risorto.
Kastritis: “Era importante vincere. La difesa ha funzionato bene”
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