“Se altre regioni non applicheranno la tassa sulla salute non lo farà neanche la Lombardia”
A dirlo è Giacomo Zamperini, consigliere regionale lombardo di Fratelli d’Italia e presidente della Commissione speciale rapporti tra Lombardia e Confederazione Svizzera
Nuovo capitolo nella vicenda della cosiddetta tassa della salute per i frontalieri. Dopo mesi di discussioni e dichiarazioni che ne davano per certa l’introduzione, arrivano ora parole che riaprono il dibattito. A pronunciarle è Giacomo Zamperini, consigliere regionale lombardo di Fratelli d’Italia e presidente della Commissione speciale rapporti tra Lombardia e Confederazione Svizzera, che ha invitato alla prudenza sull’applicazione del contributo sanitario previsto per i vecchi frontalieri.
Il tema riguarda il contributo per le spese sanitarie introdotto dalla Legge di bilancio 2024 per i lavoratori frontalieri “storici”, cioè coloro che lavorano in Svizzera ma risiedono in Italia e utilizzano il sistema sanitario nazionale. Una misura molto discussa nelle aree di confine, dove migliaia di lavoratori si spostano quotidianamente oltrefrontiera.
Negli ultimi mesi la Regione Lombardia aveva più volte ribadito che la norma statale sarebbe stata applicata. Solo pochi giorni fa il presidente Attilio Fontana aveva dichiarato con chiarezza: «La tassa sulla salute è una legge dello Stato e noi la applicheremo».
Durante la trasmissione Border dell’emittente comasca EspansioneTv, Zamperini ha però sottolineato una questione di equilibrio tra territori di confine. Se altre regioni non applicheranno la norma, secondo il consigliere lombardo la Lombardia dovrebbe evitare di farlo da sola.
«Se altre regioni come il Piemonte troveranno un modo per non applicare la tassa, anche la Lombardia non applicherà questa normativa finché non sarà applicata nelle altre regioni», ha spiegato. «Se qualcuno sostiene che si possa non applicare la legge dello Stato, allora chiederemo come mai i lombardi devono pagare e i piemontesi no».
Le dichiarazioni di Zamperini introducono quindi un nuovo elemento nel dibattito sulla tassa della salute per i frontalieri. Da un lato resta la norma nazionale approvata dal Parlamento, dall’altro emerge la questione dei decreti attuativi e dell’applicazione uniforme tra le regioni di confine. Per ora, nonostante la previsione nella legge di bilancio, la misura non è ancora stata concretamente applicata. E il confronto politico – tra Governo, Regioni e territori di frontiera – sembra tutt’altro che concluso.
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