Sicurezza stradale, Barasso fa da apripista: arrivano i “cuscini berlinesi” per le zone 30

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dà il via libera alla sperimentazione, primo caso nella provincia di Varese. I particolari dossi rallenteranno le auto in via Lunga, via Parietti e via Matteotti senza ostacolare le ambulanze

Generico 18 May 2026

Barasso diventa il comune apripista nella provincia di Varese per la sperimentazione di soluzioni innovative dedicate alla sicurezza stradale e alla mobilità dolce. Con il via libera ufficiale arrivato direttamente dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, l’Amministrazione comunale è pronta a far partire il progetto delle nuove “zone 30” in alcune delle aree più sensibili del paese. Per farlo utilizzerà i cosiddetti “cuscini berlinesi”, dispositivi per il rallentamento del traffico molto diffusi in Europa ma non ancora omologati dal Codice della Strada italiano, il cui utilizzo richiede appunto una speciale deroga ministeriale.

L’origine del progetto: una mozione all’unanimità

L’iter era iniziato circa un anno e mezzo fa su impulso della consigliera comunale Silvia Di Canto, la quale aveva presentato una mozione – poi approvata all’unanimità dall’intero Consiglio comunale – per dare mandato alla Giunta di studiare un piano di moderazione del traffico.

L’esigenza nasceva dalla necessità di mettere in sicurezza il tratto basso di via Lunga e quello iniziale di via don Basilio Parietti. Si tratta di strade storicamente caratterizzate da una percorrenza ad alta velocità, ma sulle quali si affacciano punti nevralgici della vita comunitaria di Barasso come l’asilo nido, il centro anziani e la biblioteca comunale.

Come funzionano e perché salvaguardano i mezzi di soccorso

Il problema principale risiedeva nella natura di queste arterie, che collegano la strada statale a Villa Rovera Molina e sono quindi costantemente battute dalle ambulanze e dai mezzi di soccorso. I dossi tradizionali avrebbero rallentato e danneggiato i veicoli d’emergenza.

La soluzione, studiata e presentata dal comando di Polizia Locale, è stata l’adozione dei cuscini berlinesi. Si tratta di dossi di forma quadrata posizionati al centro della corsia di marcia che non occupano l’intera larghezza della carreggiata. In questo modo, mentre le normali autovetture sono costrette a salirvi sopra con le ruote riducendo la velocità, i mezzi con una carreggiata più ampia (come gli autobus e le ambulanze) e i veicoli a due ruote possono “scavalcarli” o aggirarli senza subire scossoni o rallentamenti. I cuscini verranno posizionati anche in via Matteotti, una strada in pendenza dove i rallentatori tradizionali non avrebbero potuto essere installati.

Il primato nella provincia e i ringraziamenti del sindaco

«Il nostro paese sarà il primo Comune della provincia di Varese a guidare una sperimentazione già avviata con successo in altre grandi città d’Italia», spiega con soddisfazione il sindaco di Barasso Lorenzo Di Renzo Scolari. «Desidero ringraziare pubblicamente il Sottosegretario di Stato, l’Onorevole Tullio Ferrante, per il prezioso supporto informativo fornito al nostro comando di Polizia Locale, che ha consentito la validazione del progetto da parte del Ministero. Un ringraziamento va anche alla consigliera Di Canto per l’intuizione e alla nostra agente Francesca Malnati per l’eccellente lavoro tecnico svolto».

La sperimentazione avrà una durata stabilita di dodici mesi, al termine dei quali il Comune redigerà una dettagliata relazione sui flussi e sulle velocità per trasmetterla al Ministero. I dati storici raccolti nelle città che già utilizzano questi sistemi sono estremamente incoraggianti: l’installazione dei cuscini ha portato a una contrazione della velocità media dei veicoli di oltre il 40%.

La nota della maggioranza

L’intervento è stato salutato positivamente anche dal Gruppo consiliare di maggioranza “La Voce di Barasso”: «Si tratta di una misura concreta volta a implementare la sicurezza dei cittadini, facendo coesistere in armonia la circolazione veicolare e la sacrosanta tranquillità dei residenti in aree che, nel corso degli ultimi decenni, si sono purtroppo trasformate da semplici strade residenziali a vie sottoposte a un traffico quotidiano molto significativo».

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Pubblicato il 21 Maggio 2026
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