“La Spagna è diversa”: così un volume smonta i cliché sul Paese iberico
La giornalista Roberta Cavaglià presenta nello spazio culturale Materia il suo libro edito da People: un viaggio tra le contraddizioni del Paese, dalla crisi abitativa all'impatto del turismo di massa fino alla memoria storica
Una Spagna lontana dai cliché turistici della paella, del flamenco e della corrida, ma raccontata nella sua complessità di laboratorio politico vivo, specchio di trasformazioni e contraddizioni profonde che interpellano l’intera Europa. È quella descritta dalla giornalista Roberta Cavaglià nel suo libro “La Spagna è diversa” (edito da People), presentato negli spazi dell’hub culturale di Materia in un dialogo con il direttore di VareseNews, Marco Giovannelli.
Dallo slogan di Franco alla realtà di oggi
Il titolo del volume prende le mosse dal celebre motto in voga alla fine degli anni Cinquanta, “Spain is different”, coniato dal regime di Francisco Franco per aprire il Paese al turismo di massa e risanare un’economia sull’orlo del collasso dopo gli anni più duri dell’autarchia e delle carestie.
«L’editore mi ha proposto di tradurlo in italiano ed è nato così La Spagna è diversa – ha spiegato Cavaglià, che da anni vive a Barcellona e cura la newsletter Iberica –. Negli ultimi vent’anni si è consolidato un altro immaginario, quello della Spagna come Paese dei diritti, accogliente e progressista. Ma anche rispetto a questa visione oggi la realtà è diversa e manca spesso il contesto storico e sociale per comprenderla».

Il “fenomeno” Pedro Sánchez e la crisi abitativa
L’analisi si è inevitabilmente intrecciata con l’attualità politica, a partire dalla figura del primo ministro Pedro Sánchez, descritto dall’autrice come un animale politico abilissimo e un “tatticista” capace di resistere al centro di continue tempeste giudiziarie e politiche che coinvolgono il suo entourage.
A fronte di dati macroeconomici eccellenti, con la crescita del PIL superiore alla media europea e la disoccupazione ai minimi storici, Cavaglià ha evidenziato il forte divario con l’economia reale dei cittadini, schiacciata da una pesante crisi abitativa. L’efficacia della legge nazionale del 2023 sul tetto massimo degli affitti è infatti limitata, poiché la sua applicazione è a discrezione delle singole comunità autonome. In questo contesto nascono forme di mobilitazione dal basso molto strutturate, come il Sindacato degli inquilini di Barcellona, dove i cittadini si uniscono per mappare i grandi proprietari e avviare azioni legali collettive.
Turismo estrattivo e tensioni sociali
Il dibattito ha toccato il tema dell’impatto del turismo di massa – la Spagna sfiora ormai i 100 milioni di visitatori annui – che sta generando forti reazioni nelle comunità locali, come le proteste a colpi di pistole d’acqua contro i turisti a Barcellona.
Un modello definito “estrattivo”, che produce posti di lavoro a bassa qualifica e sottopagati, espellendo i residenti dai centri storici. Nonostante i tentativi degli ultimi governi di diversificare l’economia investendo in ricerca, sviluppo ed energie rinnovabili grazie ai fondi del PNRR, l’affrancamento dai settori trainanti dell’edilizia e del turismo rimane complesso.
Immigrazione e memoria storica
Ampio spazio è stato dedicato alla rotta migratoria delle Canarie, definita una delle più drammatiche e letali a causa delle correnti oceaniche, e alla politica di esternalizzazione delle frontiere avviata fin dai tempi della presidenza Zapatero. Cavaglià ha smontato la retorica della “Spagna eccezionale” evidenziando come, se da un lato Sánchez parla dell’immigrazione come risorsa e affronta sanatorie straordinarie sollecitate dai movimenti sociali, dall’altro le politiche di contenimento nei fatti non si distanzino da quelle del resto d’Europa.
Infine, il tema della memoria storica e delle fosse comuni della guerra civile, una ferita ancora aperta e divisiva a cinquant’anni dalla morte di Franco. Un tabù spesso ignorato nei programmi scolastici che, secondo l’autrice, contribuisce a spiegare lo scivolamento a destra e l’ascesa dell’estrema destra di Vox tra le nuove generazioni spagnole.
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