“Nessuna violenza arbitraria contro il venditore ambulante”
Per la prima volta il comando della polizia locale commenta il video trasmesso dalle Iene: “Il medico intervistato non era del pronto soccorso, frasi estrapolate dal contesto”
«Nessuna violenza arbitraria è stata inflitta al sig. Talla». Lo scrivono tutto in maiuscolo i vigili del comune di Saronno che nella giornata di martedì hanno diffuso un commento ufficiale sui fatti raccontati dal servizio delle Iene. Servizio trasmesso circa dieci giorni fa e che riguardava le accuse di un venditore ambulante che asseriva di essere stato percosso più volte dagli agenti della polizia locale. Nel comunicato, il copro della polizia locale spiega che il servizio «ha dato un’immagine del Corpo diametralmente opposta a quella reale».
Molti i punti toccati nel lungo comunicato. Tra cui l’accusa che il medico sentito dal giornalista delle Iene non fosse un medico del Pronto Soccorso: «Il medico che nella trasmissione è stato indicato come sanitario del Pronto Soccorso non è medico del Pronto Soccorso – scrivono dal comando di Saronno -. Molte frasi sono state estrapolate dal contesto in cui sono state pronunciate ed inserite in altro non pertinente, e i referti ospedalieri non contengono le lesioni citate».
Nella ricostruzione dei fatti, il comunicato conferma che vi sia stata tensione tra gli agenti e il venditore ambulante: la prima volta, il 21 marzo, «al suo netto rifiuto» di dare le generalità gli agenti «si sono trovati costretti ad accompagnarlo coattivamente in ufficio»; il 22 marzo, invece, durante la seconda identificazione «solo grazie all’aiuto di alcune persone presenti e testimoni dell’accaduto è stato possibile immobilizzare il sig. Talla e accompagnarlo al comando per la successiva denuncia. Nessuna violenza arbitraria, uso di manganello o altri atti di percosse sono stati inflitti al sig. Talla».
Riguardo alle telecamere: «Una era non funzionante e in attesa di riparazione da sei mesi, l’altra era orientata con angolo diverso rispetto ai fatti accaduti».
«L’operato degli agenti è stato improntato al pieno rispetto della dignità personale e delle procedure di legge – si legge -. Respingiamo con assoluta fermezza le accuse non troppo velate di razzismo che sono emerse dal servizio andato in onda». E ancora: «Ribadiamo la nostra vicinanza ai cittadini, di qualsiasi origine, razza, colore, fede ed opinione, testimoniata dalla storia pluriennale del Comando che ha sempre dimostrato con i fatti la professionalità dei propri operatori e l’attenzione alle problematiche espresse da chiunque, italiano o straniero».
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