Stop al consumo di suolo, si può fare
Si può crescere anche senza sacrificare boschi e prati al cemento? Al circolo San Martino intervengono amministratori che hanno detto no al cemento
Un paese cresce solo se si costruiscono case? In molti, tra i politici, la pensano così: centri commerciali, villette, palazzine come inevitabile prezzo da pagare per incassare i soldi necessari a dare servizi. C’è però anche chi la pensa diversamente. E non solo lo pensa ma lo fa anche: Domenico Finiguerra, il sindaco trentanovenne di Cassinetta di Lugagnano, paese alle porte di Magenta, affacciato sul Naviglio Grande. Da otto anni amministra il paese all’insegna del risparmio di suolo, trasformando in un Comune con consumo di nuovo suolo pari a zero ma mantenendo servizi di ogni genere. Sarà ospite a Ferno il 6 febbraio prossimo, nell’incontro organizzato al Circolo Cooperativa San Martino di via Mazzini, insieme ad un’altra amministratrice, l’assessore all’urbanistica di Gorla Beatrice Bova, e a Mauro Rivolta e Giovanni Dal Cin, che parleranno del rapporto tra urbanistica e architettura sostenibile. La serata sarà l’occasione per approfondire il tema, su cui esiste anche una campagna nazionale partita proprio dal "caso virtuoso" di Cassinetta: si chiama "Stop al consumo di territorio" e punta a far conoscere anche le buone pratiche da diffondere. L’incontro è il primo della serie "Dillo a Martino", dedicato a temi di attualità e di interesse collettivo.
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