Body scanner, così non funziona
Il tavolo tra Enac e Ministeri riconosce: "troppi falsi allarmi e tempi troppo lunghi". Ma dall'inizio dell'anno prossimo è previsto un nuoco ciclo di tre mesi, anche a Malpensa
Falsi allarmi e tempi troppo lunghi. I body scanner non danno i risultati sperati, ma potrebbero darli in futuro: la sperimentazione sospesa nei mesi scorsi riprenderà all’inizio del 2011, per tre mesi. E tra gli aeroporti coinvolti c’è ovviamente anche Malpensa. Il rilancio della fase di studio è stato deciso dal Comitato Interministeriale per la
Sicurezza del Trasporto Aereo e degli Aeroporti: alla riunione sul tema hanno partecipato anche il Ministro delle Infrastrutture e Trasporti Altero Matteoli, il Ministro dell’Interno Roberto Maroni, oltre al Presidente dell’ENAC Vito Riggio, al Direttore Generale dell’ENAC Alessio Quaranta, ai rappresentanti delle altre istituzioni e società che compongono il Comitato, tra cui anche il Ministero degli Affari Esteri.
Sicurezza del Trasporto Aereo e degli Aeroporti: alla riunione sul tema hanno partecipato anche il Ministro delle Infrastrutture e Trasporti Altero Matteoli, il Ministro dell’Interno Roberto Maroni, oltre al Presidente dell’ENAC Vito Riggio, al Direttore Generale dell’ENAC Alessio Quaranta, ai rappresentanti delle altre istituzioni e società che compongono il Comitato, tra cui anche il Ministero degli Affari Esteri.Il Direttore Centrale Coordinamento Aeroporti ENAC Giuseppe Daniele Carrabba ha presentato la relazione di sintesi della sperimentazione avviata in marzo negli aeroporti di Fiumicino, Malpensa e Venezia e in luglio nell’aeroporto di Palermo evidenziando quanto emerso in termini di sicurezza, di efficienza e di effettivo risparmio di tempo nell’operatività aeroportuale rispetto alle procedure tradizionali di controllo. Secondo la relazione i body scanner sperimentati non hanno presentato alcuna controindicazione per la salute e hanno sempre garantito la privacy del passeggero: le immagini visualizzate sugli schermi degli operatori, infatti, erano stilizzate, non erano archiviabili, e sono state utilizzate solo ed esclusivamente nel momento del passaggio per il rilievo di eventuali oggetti indosso al passeggero.
Tutto bene? Non proprio: il Comitato Interministeriale ha valutato che la sperimentazione ha prodotto solo parzialmente i risultati attesi, in particolare per quanto riguarda il numero dei falsi allarmi, la non piena efficacia dei controlli in alcune situazioni e, per alcuni tipi di macchinari, tempi di esecuzione del controllo troppo lunghi rispetto alle esigenze del trasporto aereo e della security. In effetti proprio i lunghi tempi imposti dai body scanner pare abbiano creato non pochi problemi nei mesi della sperimentazione. Mentre sarebbero emersi anche dei problemi nel sofware utilizzato.
I body scanner finiscono in cantina? L’ultima parola non è ancora detta: al termine della presentazione della relazione, visti ed analizzati i risultati dei test, il Comitato Interministeriale “ha deliberato di avviare una nuova fase di prova, a partire dall’inizio del 2011, della durata di tre mesi”, che riguarderà gli aeroporti di Roma Fiumicino, Milano Malpensa e Venezia, in quanto ospitano voli verso destinazioni cosiddette ‘sensibili’ (l’aeroporto di Palermo ospita questa tipologia di voli solo nel periodo estivo), secondo modalità che verranno definite in seguito.
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