Accam, “vogliamo rivedere quel progetto”
Montano le perplessità dopo l'annuncio dell'aggravio di spesa sul revamping. Due voci: i sindaci Aspesi (Cardano al campo) e Reggio (Golasecca)
Ha lasciato comprensibilmente qualche strascico l’annuncio che il "revamping" dell’inceneritore Accam è da… "revampare" ulteriormente, con altri quattro milioni di euro di spesa prevista, per aggiornare il progetto in relazione ad un elemento del sistema, una griglia che dovrà garantire raffreddamento ad acqua piuttosto che ad aria, indispensabile per ottenere gli altrettanto essenziali certificati verdi.
Tra le voci perplesse, ne abbiamo sentite due: Mario Aspesi, sindaco di Cardano al Campo, e la collega Maria Maddalena "Madì" Reggio, di Golasecca. Ne emerge che qualche chiarimento ulteriore ai soci andrà dato.
«Sono passati quasi due anni da quando ci è stato presentato il revamping e lo abbiamo approvato» constata Aspesi, che in assemblea è sempre stato fra i più attenti ed equilibrati, generalmente astenendosi da polemiche. «Nel frattempo ci sono state due tornate elettorali, ci sono nuovi sindaci o assessori loro delagti che non hanno mai visto realmente il progetto. E tanto più, vista la sua rilevanza e il fatto che garantirà condizioni anche ambientali migliori, mi sembra proprio il caso di ripresentare questo progetto all’assemblea dei soci, con le integrazioni del caso».
Ribadisce il concetto Madì Reggio. «Sono arrivata in assemblea convinta che si trattasse del nuovo CdA e di aggiornamenti sull’andamento delle procedure per il revamping, quello c’era nell’ordine del giorno. Poi ci dicono che c’è una modifica del progetto, oltretutto a causa di una normativa che risale al 2008», cioè prima della precedente presentazione ai soci. «Voglio andare fino in fondo su questo, e vederci chiaro, ne ho diritto, anche se come Golasecca sono un "peso piuma" fra i soci. Mi prospettano quattro milioni in più: nel mio piccolo, non posso stare zitta. Ho un consiglio comunale cui rendere conto, noi ci eravamo impegnati per il sì alle fideiussioni alle banche», altra battaglia passata sul filo del rasoio, fra molti mal di pancia in seno all’assemblea. A sentire alcuni, non ci dovrebbero essere conseguenze in quell’ambito: «Io ho capito l’esatto contrario, e scriverò alla società per chiarimenti, sono preoccupata» ammette Reggio. «Nell’ordine del giorno di ieri non c’era nemmeno scritto che avremmo dovuto dare un voto di indirizzo (che poi non c’è stato, almeno non formalmente ndr). Non sappiamo su cosa di preciso, e avremmo dovuto votare? Così sono intervenuta e ho chiesto un incontro per ripresentare il progetto del revamping com’è ora, e per capire come mai siamo già qui a doverlo ritoccare del 10%, e fosse poco. Vogliamo essere aggiornati e condividere tutte le iniziative della società: non ci si metta di fronte a fatti compiuti, così, senza darci modo di prepararci».
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