“Perché togliere a tutti i bonus bebè”
Lettera aperta di Anolf Varese al sindaco Candiani dopo il ricorso delle associazioni Farsi Prossimo, ASGI, Avvocati per Niente, contro la delibera del Comune
L’Anolf Lombardia, unitamente all’Anolf Varese onlus, a conoscenza delle notizie pubblicate dalla stampa provinciale il data 5 giugno 2010, circa un ricorso delle associazioni Farsi Prossimo, ASGI, Avvocati per Niente, contro la delibera del Comune di Tradate, in cui si escludono i figli di immigrati dal riconoscimento di un bonus bebè di 500 euro, La invitano a prendere atto della fondatezza dell’accusa di discriminazione sulla base della Costituzione italiana (art.3) e della normativa vigente in materia di immigrazione e di erogazione di servizi sociali.
Sono ormai numerose le sentenze a riguardo della magistratura nella nostra regione, alcune delle quali in risposta a ricorsi firmati anche dalla nostra associazione (Regione Lombardia, Comune di Brignano Gera d’Adda, Palazzago).
In tutti questi casi la magistratura non ha mai esitato a riconoscere la discriminazione in delibere analoghe, annullandone i contenuti discriminatori ed estendendone i benefici a tutta la cittadinanza. Nel merito delle Sue dichiarazioni rilasciate alla stampa, non comprendiamo come un cittadino tradatese abbia titolo al bonus “perché lavoratore e quindi contribuente”, mentre un immigrato residente non abbia titolo pur essendo cittadino (cioè residente), lavoratore e quindi pure lui contribuente. Anzi le statistiche ci dicono che fino ad oggi la popolazione immigrata, in ragione della sua età media più bassa rispetto a quella degli italiani, è, quanto a contribuzione, in una posizione attiva: in poche parole pagano di più in tasse e contributi, di quanto ricevono in servizi pubblici e prestazioni sociali.
Non comprendiamo inoltre perché la conseguenza di un intervento della magistratura teso a ripristinare un diritto negato debba portare alla soppressione del bonus per tutti. La motivazione che lo ha determinato, cioè l’incentivazione della natalità, non viene toccata da un’eventuale sentenza contraria ai requisiti contenuti nella delibera, ma semplicemente si limiterebbe ad adeguare i requisiti stessi alla legislazione vigente, un atto dovuto, oltre che di buon senso.
Inoltre sospendere il bonus sarebbe un atto contro gli interessi presenti e futuri di tutta la comunità di Tradate e non pensiamo che Lei, al di là della prima reazione impulsiva, possa perseguire un simile disegno. Sempre disponibili ad un confronto, distintamente la salutiamo.
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