Padri e figli in campo per portare il rugby nel cuore di Varese
Il “Rugby Day Varese” è cominciato con una dimostrazione sul terreno di gioco di Giubiano: l'allenatore Alessandro Borghetti ha tenuto a battesimo una quindicina di piccoli e grandi aspiranti giocatori
Portare il rugby nel cuore di Varese. È questa la missione del “Rugby Day Varese”, un vero e proprio open day suddiviso in tre momenti organizzato dalla società sportiva Rugby Varese in collaborazione con l’associazione culturale e sportiva “Il Cavedio” oltre che a “Varesecorsi”.
Prima tappa al campo sportivo “Levi” di Giubiano: agli ordini del tecnico biancorosso Alessandro Borghetti si sono ritrovati una quindicina tra genitori e figli, per imparare i fondamentali di questo sport e toccarli con mano: «È una sorta di rito di iniziazione, per far capire l’importanza del contatto con la palla ovale, i segreti del contatto e i consigli per evitare l’impatto fisico – spiega Borghetti, affiancato da Ivan Maglia, capitano della squadra che milita in serie B -. È una bella giornata che ha proprio l’obiettivo di portare il rugby nel cuore della città, come tradizione della nostra società. Vogliamo far comprendere la portata non solo sportiva, ma anche culturale di questo sport».Sul campo Borghetti spiega, urla, sposta il materiale da gioco e spinge genitori e figli a cimentarsi in placcaggi, mete in tuffo, esercizi di destrezza per evitare l’avversario: «Si può scelgiere di andare contro gli alberi, come fanno gli All Blacks, oppure di evitarli – spiega -. Se non si è un All Black, credo sia meglio la seconda opzione». Un momento di sport senza dubbio positivo e piacevole, sia per lo pratica, che per chi ha avuto modo di osservare padri fianco a fianco con i propri bambini tuffarsi sull’erba umida abbracciando la palla ovale.
Dopo il gioco a seguire, dalle 19.30 alle 20.30, nel salone della sede di Varesecorsi in piazza della Motta, lo spettacolo sul rugby animato da Biagio Vinella, ex giocatore e allenatore, che darà vita ad una esibizione basata su monologhi di vita quotidiana (dal razzismo ad altri fenomeni sociali come quello dei desaparecidos argentini, tutto legati a doppio filo alla palla ovale) sul campo con le “H”, accompagnate da una band blues che accompagnerà la rappresentazione dal vivo. Per concludere al meglio la giornata di festa, sempre nella sede di Varesecorsi in piazza Motta, a partire dalle 22, verrà organizzato un tipico “terzo tempo”, come alla fine di una gara di campionato, per terminare al meglio la giornata. Per l’occasione ci sarà una postazione dedicata al merchandising dove sarà possibile acquistare gadget, palloni e le famosissime felpe della società con il marchio "101% Rugby Varese", ormai un must per tanti giovani e non solo.TAG ARTICOLO
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