Lo “sbattezzato” Samuele divide i lettori di Varesenews
Moltissimi i commenti giunti in redazione dopo la lettera inviata dal giovane di Brenno Useria che non ha potuto giocare a pallone in oratorio perchè aveva chiesto al parrocco di essere cancellato dai registri della comunità
La vicenda di Samuele ha fatto scendere nell’arena i nostri lettori. Tantissimi i commenti arrivati in redazione tra ieri, martedì 16 marzo ed oggi. In prima battuta molti si sono schierati con il parrocco di Brenno Useria, la frazione di Arcisate in cui è avvenuto il fatto, poi hanno preso la parola coloro che difendono lo “sbattezzato” Samuele che ha lasciato il campetto dell’oratorio dopo uno scambio vivace con Don Giuseppe.
Difficile prendere posizione sulla questione (e certo noi non lo faremo): c’è che critica Samuele che voleva giocare a calcio nel campetto dell’oratorio, luogo frequentato prevalentemente dai fedeli, dopo aver “rinnegato”la Chiesa; e chi dice che Don Giuseppe ha sbagliato a rimproverare il giovane di essere entrato in oratorio visto che un parroco dovrebbe accogliere tutti.
Certo è che il fenomeno dello “sbattezzo” è sempre più diffuso e la Chiesa ormai si trova a dover fare i conti con chi sceglie di rendere palese la scelta di lasciare la Comunità. L’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionali, UAAR, fondata nel 1987 e che ha tra i presidente onorari Margherita Hack, Piergiorgio Odifreddi e Sergio Staino, offre “sostegno” a chi decide di sbattezzarsi. Sul sito è possibile anche scaricare il modulo che va compilato e spedito per raccomandata alla parrocchia in cui si è stati battezzati. L’Associazione, che non ha fini di lucro, ha come scopo tutelare i diritti civili di chi non professa nessun tipo di religione e “contribuire all’affermazione concreta del supremo principio costituzionale della laicità dello Stato, delle scuole pubbliche e delle istituzioni”.
“Sbattezzo” è anche un gruppo di Facebook: ha 10.919 iscritti.
Sulla pagina sono elencate tutte le ragioni per cui un cattolico dovrebbe scegliere di sbattezzarsi.
La lettera di Samuele è stata ripresa da molti quotidiani tra cui anche “Repubblica on line” e Ticino on line: una notorietà che il giovane non si aspettava.
“Ho ricevuto molti messaggi di solidarietà – dice e a chi, tra i lettori che hanno commentato, chiede se gli amici la sera della partita lo avessero “difeso”, risponde: hanno continuato a giocare, ma sinceramente non me la sento di prendermela con loro e spiego il perchè: in un piccolo paese come il mio, cioè Brenno Useria, o si è dentro la chiesa o si è fuori da tutto (come dimostrato dalla mia vicenda). Loro hanno deciso di non schierarsi apertamente contro il parroco, credo per paura di eventuali ripicche, anche se poi in privato si sono detti d’accordo con me”.
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