Assistenza gratuita per i malati terminali
L'amministrazione comunale modifica i criteri per l'assistenza domiciliare per le persone affette da patologie neoplastiche
L’amministrazione comunale ha introdotto alcune importanti modifiche al servizio di assistenza domiciliare. Si tratta di un servizio rivolto agli anziani ed agli inabili, sia per malattia che per invalidità, la cui rete familiare è inesistente o bisognosa di un sostegno, oppure che si trovano in una situazione di solitudine o isolamento psicologico. Alla base di questa progettualità c’è la volontà di favorire la permanenza dei soggetti interessati da queste prestazioni all’interno del proprio ambiente di vita, ritardando quanto più possibile la loro istituzionalizzazione, ovvero il ricovero in case di riposo o in strutture in grado di accoglierli. Le prestazioni che vengono offerte riguardano sia l’igiene della persona, che quella della casa.
Le novità riguardano il fatto che, mentre normalmente per accedere a questo servizio è richiesto il pagamento di una quota da parte degli utenti, proporzionata al reddito certificato con l’Isee, l’amministrazione comunale ha scelto di renderlo gratuito ai malati affetti da patologie neoplastiche in fase terminale. Dovrà essere il medico di base, in accordo con l’assistente sociale, a presentare la richiesta di attivazione del servizio.
Una seconda novità riguarda invece l’organizzazione del servizio con il coordinamento affidato all’assistente sociale che oltre a stendere il progetto di intervento individualizzato insieme al paziente, ai familiari e all’operatrice socio-sanitaria, si impegna a coinvolgere tutte le realtà attive sul territorio, così da garantire una vita di relazione agli utenti.
«Un questionario rivolto a tutti i fruitori del servizio, durante il mese di dicembre, ha riportato un buon livello di soddisfazione e di gradimento, sia per la facilità nel richiedere l’attivazione, sia per la pronta presa in carico» spiega l’assessore ai Servizi Sociali Maria Angela Magistrali, «a questo servizio l’amministrazione comunale ha destinato consistenti risorse, perché l’intervento di persone competenti dà sicurezza sia al paziente che alla famiglia. Infine, la scelta di offrire gratuitamente questo servizio in una fase di estrema fragilità della vita di una persona si connota anche come forte momento di sostegno per la rete familiare».
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