Udc: “La Priorità? Le politiche per la famiglia”

La sezione cittadina dell'Unione Di Centro illustra le idee per le politiche sociali e di sostegno alla famiglia

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato dell’Udc samaratese.

Leggiamo, peraltro senza troppa sorpresa, le continue esternazioni della Lega Nord contro chiunque non la pensi come loro. Noi non vogliamo cadere nella trappola della polemica in un clima già di esasperazione dello scontro politico, figlio di un bipolarismo rissoso e fazioso. Sarebbe cosa troppo facile. Non è questo quello che vuole la gente. In effetti , noi oggi, con preoccupazione, avvertiamo il vuoto politico su temi molto importanti quali la disoccupazione, la disgregazione familiare, il disagio giovanile, l’emarginazione degli anziani. Non a caso , noi dell’UDC abbiamo messo come primo punto del nostro programma elettorale la Famiglia quale cellula primaria della società.

Infatti le politiche nazionali non possono da sole essere esaustive rispetto ai bisogni sempre più diversificati delle famiglie .
I programmi nazionali sono costretti a ragionare in termini di misure standard e solo le comunità locali possono specificare tali misure per il concreto contesto territoriale in cui debbono diventare operative . Nel far questo l’Ente Locale appare sempre più come un luogo strategico per “ reinventare “ nuove politiche pubbliche e per essere non più terminale periferico di un cervello centrale, ma organo di governo di un territorio autonomo.
Sempre più gli Enti Locali hanno importanza a livello normativo, sempre più le loro decisioni incidono sulla organizzazione della società, sempre più molte competenze sono trasferite dal centro alla periferia. In questi anni è avvenuta una forte spinta verso le Autonomie regionali ed è una spinta che è stata favorita sia dalle leggi approvate in Parlamento, sia da una cultura che è andata in questa direzione.
Pertanto è fondamentale, per noi dell’UDC, la presenza e il ruolo delle amministrazioni locali, in dialogo con le espressioni della società civile, per elaborare politiche che colgano adeguatamente la diversificazione dei bisogni familiari, soprattutto in funzione del ciclo di vita della famiglia.
Un numero crescente di servizi viene messo in campo dagli Enti Locali, ma occorre vigilare sui criteri che guidano tali iniziative per la famiglia e per questo, sono decisive le logiche che devono ispirare gli amministratori. In particolare è decisivo seguire i principi e i criteri generali indicati di seguito :
  1. l’individuazione del soggetto titolare dei diritti che un provvedimento vuole promuovere è fondamentale. Quindi occorre sempre richiamare la famiglia fondata sul matrimonio ( art.29 della Costituzione )
  2. le politiche familiari devono in ogni occasione e ad ogni livello essere applicate in chiave sussidiaria e non assistenziale e devono sempre considerare la famiglia in quanto tale, tenendo conto dei carichi familiari .
  3. le politiche familiari non riguardano solo il welfare ( assistenza, cura dei soggetti deboli, servizi ) bensì anche gli sgravi fiscali , la scuola, il lavoro.
  4. le politiche familiari per definizione devono riconoscere l’importanza della democrazia associativa, in altre parole devono riconoscere che la società civile nelle sue funzioni è creatrice di benessere
  5. il monitoraggio costante dell’evoluzione della famiglia e della società, nonché dell’efficacia degli interventi a livello territoriale, è indispensabile per la corretta valutazione dell’impatto sulla famiglia dei singoli interventi.
 
 
La definizione di nuove politiche familiari, di un nuovo contratto sociale, di un nuovo welfare comunitario si profila come un processo lento e difficile che passa attraverso l’acquisizione culturale della FAMIGLIA come SOGGETTO SOCIALE a pieno titolo e a tutto campo. Quando soggetto dell’intervento statale, regionale, comunale sarà la FAMIGLIA e non l’individuo saremo arrivati a un passo dalla soluzione dei problemi delle famiglie.
Sono maturi i tempi per inaugurare una nuova stagione dei doveri e dei diritti, rimettendo in discussione gli orientamenti legislativi e la politica sociale che hanno sempre penalizzato le famiglie in quanto comunità.
 
Noi, UDC Samaratese, crediamo fermamente che la sfida dei prossimi anni è quella di rinnovare integralmente la filosofia della politica sociale, che deve essere tradotta in politica della comunità locale, intesa non come politica "per" la comunità locale ma, soprattutto , fatta "dalla" comunità locale, che è costituita dalle reti familiari.
Di conseguenza, la politica della comunità locale adotta il punto di vista della famiglia e la qualità tipica della sua azione : la nascita , la cura e la formazione della persona.
  
Si rende indispensabile, a nostro avviso, un vero e proprio ribaltamento delle politiche sociali : il compito delle Istituzioni pubbliche deve diventare sostanzialmente quello di riconvertirsi da “gestori del tutto“ ad “ordinatori generali “, dal momento che la qualità della vita sociale è il risultato della combinazione tra la qualità della vita familiare e la qualità delle relazioni che le famiglie intrattengono nella comunità in cui vivono.
Vorremmo inaugurare un nuovo diritto di cittadinanza della famiglia inteso come luogo di stabilità, di autenticità, di relazione profonda, all’interno del quale è possibile divenire persone.
 
Siamo convinti che nessuno ce la farà da solo ; da qui il nostro appello per uno sforzo condiviso, serio, costante e costruttivo a tutti coloro che hanno a cuore il futuro del nostro paese e quello della Famiglia .
 
 
I coordinatori
 
Luciano Toniolo
 
Marco Brogioli
                              

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Pubblicato il 18 Dicembre 2009
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