Bretella Gasparotto-Borri: il comitato ha un’alternativa
Secondo le proposte dell'associazione spontanea la bretella potrebbe passare, invece che dalla ex Malerba alla chiesa dei Frati, dall'incrocio di Cartabbia alla Bticino «La proposta del Comune è a rischio idrogeologico»
Una soluzione già quasi tracciata e senza problemi idrogeologici: questo è ciò che propone oggi il comitato contro la Bretella Gasparotto – Borri al comune di Varese, argomentandola con tanto di grafici che illustrano il senso della alternativa. Il punto di partenza è il progetto comunale, che prevede la costruzione di una strada, "la bretella" appunto, che dall’area dell’ex Malerba arriva in viale Borri all’altezza del convento dei frati cappuccini.
«Il tracciato del comune taglia ben poco del traffico all’arteria che porta a Varese, ma “inventa” una strada costosa in un’area a rischio idrogeologico – spiega Giulio Darti, uno dei rappresentanti del comitato – il cantiere delle case Aler di via Talizia è stato sospeso, proprio per motivi simili».
L’alternativa al progetto è in un percorso già tracciato in piccole strade, che dall’incrocio per Cartabbia porterebbe all’area industriale di Schianno e quindi alla parte finale di viale Borri, dopo la BTicino: «il “segreto” è in una piccola galleria, già realizzata, all’altezza dell’incrocio che porta a Cartabbia – spiega Darti – Da quella piccola via si arriva velocemente alla zona industriale di Schianno, che è già servita dalle strade che portano in viale Borri. Una bretella che facesse questo percorso non sarebbe da inventare, ma avrebbe solo bisogno di lavori di adeguamento».
Secondo il comitato, il percorso proposto risolverà molte problematiche viabilistiche, verranno evitate «mostruose opere strutturali di contenimento, costi elevatissimi previste nel tratto progettato e fine a se stesso, senza che apporti oggettivo miglioramento all’ attuale viabilità» Inoltre, «Si eviteranno barriere antirumore poste a 5 metri davanti ad alcune abitazioni in una zona semicentrale della città e non aumenterà l’inquinamento atmosferico in una zona ad elevato coefficiente abitativo. Infine i costi dell’opera sono bassi rispetto alla soluzione proposta dall’Amministrazione».
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