Un anno e mezzo di condanna per molestie sessuali all’osteopata dell’Alto Varesotto
La Procura aveva richiesto una pena di 4 anni, poi ridotta dal Collegio: il professionista dovrà seguire un corso di recupero. Disposto un risarcimento di 7 mila euro
Problemi di postura, difficoltà motorie: la decisione di rivolgersi a un professionista. Ma al termine di una delle sedute, la decisione repentina di interrompere il trattamento. Il motivo? Atteggiamenti eccessivi che il professionista avrebbe tenuto nei confronti della paziente, una ragazza giovanissima palpeggiata che ha denunciato un comportamento tutt’altro che professionale.
Così si è arrivati al processo che ha portato oggi, 18 aprile, alla condanna del professionista – difeso dall’avvocato Jacopo Maioli – a un anno e 6 mesi, con pena sospesa e condizionata alla partecipazione dell’imputato ad un corso di recupero finalizzato alla risoluzione delle problematiche alla base delle contestazioni.
Per il comportamento dell’osteopata la Procura aveva richiesto una pena di 4 anni, poi ridotta dal Collegio.
La pena non è definitiva, ma prevede anche il secondo e l’eventuale terzo grado di giudizio. Tuttavia, il giudice del collegio ha deciso di riconoscere un risarcimento a favore della ragazza, costituitasi parte civile e rappresentata dall’avvocata Simona Bettiati, pari a 7000 euro. Le motivazioni della sentenza saranno rese note tra 90 giorni.
I fatti si collocano nell’ambito di quanto contestato al professionista, in un arco temporale che risale al 2021. La ragazza si è rivolta a un osteopata presso un piccolo centro dell’Alto Varesotto per ricevere le cure necessarie. Tuttavia, alla fine dei trattamenti, è stato presentato un esposto. Il tribunale ha riconosciuto la colpevolezza del professionista, accertando la contestazione mossa nei suoi confronti in base all’ultimo comma dell’articolo 609 del codice penale, che riguarda abusi sessuali di minore entità.
Il processo è stato celebrato a porte chiuse e la parte offesa si è lasciata andare ad un pianto liberatorio non appena il giudice ha letto il dispositivo
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