Un serbatoio di acqua potabile in dono alla popolazione del Ciad dagli alunni della primaria di Voltorre
L'incontro tra la comunità missionaria di suor Raffaella Pironti, originaria di Besozzo, e i bambini di Gavirate resa possibile dall’associazione “Con Andrea” di Gavirate

«Siamo commosse dal vostro gesto, così bello, speciale, sincero, puro». Suor Raffaella Pironti, missionaria comboniana originaria di Besozzo, ha affidato a un messaggio audio le espressioni di gratitudine della comunità religiosa che, con lei, opera nei reparti dell’ospedale Saint Joseph a Bebedjia, in Ciad, uno degli stati più poveri del continente africano.
Il messaggio è indirizzato agli alunni della scuola primaria “San Benedetto” di Voltorre ed è arrivato a loro attraverso l’associazione “Con Andrea” di Gavirate, ancora una volta strumento di concreta solidarietà con chi è nel bisogno in Italia e nel mondo.
Studenti, insegnanti e famiglie hanno, infatti, contribuito alla realizzazione di uno dei progetti che l’associazione ha portato a termine in rapporto con suor Raffaella: la realizzazione di una rete per la raccolta e la distribuzione di acqua potabile a servizio dell’ospedale, punto di riferimento per una popolazione di oltre 170mila persone distribuite nei villaggi della diocesi di Doba e anche oltreconfine.
L’esito è stato presentato nel corso di un incontro con il “Consiglio dei ragazzi” composto da alunni delle classi terze, quarte e quinte eletti da tutti i compagni e al quale hanno partecipato Natalina Giuliani e Gustavo Fazzini, i genitori di Andrea, a cui è intitolata l’associazione.

«Ogni mattina – sottolineano le insegnanti – dedichiamo venti minuti per trattare argomenti di cittadinanza e per insegnare ai bambini che si cresce insieme, confrontandosi e ascoltando gli altri. Per la solidarietà, collaborando con il Comitato genitori di Voltorre, abbiamo promosso una giornata di laboratori natalizi e abbiamo devoluto il ricavato della distribuzione degli oggetti creati. Scegliamo insieme a chi dare il nostro contributo e invitiamo a scuola i beneficiari per condividere e far conoscere ciò che abbiamo contribuito a realizzare».
Una cartina geografica del continente africano con evidenziata la regione del Ciad, disegni e messaggi di fratellanza hanno fatto da cornice all’incontro, durante il quale sono state anche proiettate immagini della realizzazione della torre e delle tubazioni che oggi consentono di fare arrivare acqua potabile in sicurezza per i pazienti e per il personale dell’ospedale, aperto nel 1992 per volontà del vescovo e che, nel tempo, ha ampliato il proprio servizio fino a includere reparti di maternità, pediatria, chirurgia, medicina generale, pronto soccorso e un centro per la cura della malnutrizione dei bambini.

«Anche l’amicizia con suor Raffaella e con le sue consorelle – hanno spiegato i genitori di Andrea – si è consolidato nel tempo e ha permesso di realizzare interventi a Bebedjia e in altri luoghi della loro missione. Insieme stiamo pensando ad altri progetti che rispondano alle necessità segnalate e noi siamo i primi a essere profondamente grati ai bambini di Voltorre per l’aiuto che abbiamo ricevuto e per i sorrisi con cui siamo stati accolti nella loro scuola».
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