I benzinai confermano la chiusura per protesta: due settimane
Le prime due giornate previste il 7 e l'8 febbraio prossimi. aAd organizzare la protesta: Faib/Aisa-Confesercenti, Fegica-Cisl e Figisc/Anisa-Confcommercio
Saranno in tutto due le settimane di chiusura forzata – una volta si sarebbe detto serrata, oggi si parla invece di sciopero – quelle annunciate dalle tre associazioni di categoria dei benzinai, Faib/Aisa-Confesercenti, Fegica-Cisl e Figisc/Anisa-Confcommercio contro le misure del governo in materia di distribuzione carburanti nell’ambito del pacchetto liberalizzazioni.
Gli unici giorni di sciopero però già fisati sono quelli che scatteranno il 7 e l’8 febbraio prossimi. Per le altre, ci sono solo ipotesi: potrebbero essere dal 25 febbraio al 3 marzo e dal 25 marzo al 3 aprile.
La reazione segue in particolare la proposta del governo di vendere la benzina anche nei centri commerciali, la liberalizzazione delle distanze per i nuovi distributori, che non dovranno sottostare al vincolo delle distanze minime.
«Prevediamo la chiusura del 70% degli esercenti, e stiamo organizzandoci per chi farà i turni di salvaguardia della garanzia, cioè si occuperà di garantire il servizio» spiega Paolo Longo, responsabile varesino di Faib Confesercenti. Che non teme, per la particolare situazione in cui si trovano gli esercenti varesini, nemmeno un "effetto Svizzera" dello sciopero: «In Svizzera andrà chi ci va già oggi, non è questo il problema. In compenso, la questionep er cui scioperiamo è una questione di vita o di morte dei distributori nazionali. In italia ci sono 24mila impianti, ognuno dei quali ha almeno 2 addetti: questo provvedimento potrebbe farne chiudere fino al 50%, il che vuol dire che potrebbero essere coinvolti 24mila lavoratori. Noi non siamo una casta protetta, ma una categoria sociale con problemi da risolvere, e le scelte del governo sono solo a beneficio della grande distribuzione»
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Loro ne fanno già parte
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