Il dirigente del Daverio: “No a scuola armati, il fatto avrà conseguenze”

L’appello del professor Daniele Marzagalli, drigente l'istituto di Varese dopo il ferimento di un giovanissimo studente per via di una lama portata da casa

Generico 26 Jan 2026

«Quel coltello poteva ammazzare». Alle 13 le auto della Polizia di Stato parcheggiate fuori dall’istituto superiore Daverio di Varese, istituto tecnico economico e tecnologico – l’ex Ragioneria – avevano i motori accesi per rientrare alla Questura e l’ambulanza, con a bordo un ragazzino del primo anno, 14, massimo 15 anni, era già in ospedale per un controllo alla ferita alla mano.

Scongiurata l’ipotesi più brutta, quella del ferimento volontario: «Un gioco fra ragazzi in bagno al momento della ricreazione. Una lama a farfalla portata da casa da parte di un ragazzino, peraltro amico di quello ferito», spiega il preside Daniele Marzagalli, molto calmo nel suo ufficio, ma non per questo meno preoccupato per l’accaduto.

I ragazzi sono entrambi molto giovani, «ma questa storia avrà conseguenze molto gravi, che verranno affrontate nel prossimo consiglio di classe che verrà riunito probabilmente già nella prossima settimana».

Un fatto che ha prodotto una ferita superficiale, ma che fa riflettere sull’atteggiamento di molti ragazzi, spesso senza controllo da parte dei genitori, anzi in alcuni casi caldeggiati da questi ultimi al porto dell’arma; oggetto pericoloso con lama a serramanico, parecchio affilata.

Il pensiero va al dibattito sull’uso dei metal detector, che fino a pochi anni fa erano un espediente da film americano e oggi rientrano in ipotesi che vengono esplicitate seriamente anche in ambienti governativi: di poche ore fa la notizia di una circolare ministeriale rivolta in particolare alle articolazioni territoriali dei ministeri dell’Interno e dell’Istruzione e del Merito, finalizzata al contrasto dell’utilizzo dei coltelli tra i giovani, dopo la tragica morte dello studente 18enne dell’Istituto Einaudi alla Spezia.

La circolare prevede, tra l’altro, anche l’utilizzo di metal detector nelle scuole. La misura potrà essere adottata su richiesta dei dirigenti scolastici, nell’ambito di interlocuzioni con prefetture e questure che vengono rese sistematiche.

Il preside Marzagalli, al netto di ogni valutazione in merito alla misura, preferisce per il momento lanciare un appello: «È inammissibile portare armi di alcun tipo a scuola, come coltelli, lame o taglierini. Quanto avvenuto avrà gravi conseguenze».

Questo sul piano della condotta scolastica. È da definire cosa succederà in merito all’aspetto penale della vicenda: il porto abusivo di arma bianca è un reato, così come le lesioni personali colpose, perseguibili su querela di parte.

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Andrea Camurani
andrea.camurani@varesenews.it

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Pubblicato il 29 Gennaio 2026
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