Da Luni a Ventimiglia, la Liguria protagonista a Materia
Una serata partecipata a Materia ha messo al centro la Liguria in tutte le sue sfumature, dalle Cinque Terre al Ponente estremo, tra turismo di massa, borghi che si svuotano e nuovi progetti di valorizzazione
Non solo mare e focaccia. La Liguria raccontata a Materia è stata un mosaico di storie, ironia e riflessioni sul futuro. Una serata corale, guidata dal direttore di Varesenews Marco Giovannelli, che ha messo insieme esperienze diverse – dalla Riviera di Levante al Ponente estremo – per provare a rispondere a una domanda semplice solo in apparenza: che cos’è oggi la Liguria?
Sul palco Luca Natale, funzionario della Regione Liguria nel settore ambientale, la giornalista Silvia Baglioni e la collega Silvia Giovannini, insieme al giornalista Tommaso Guidotti. Un confronto vivace, tra racconti personali, video ironici e dati concreti.
Dalle Cinque Terre ai borghi “invisibili”
«La Liguria è stretta, angusta, qualche volta un po’ inospitale, ma è fatta così», commenta Luca Natale. Un territorio sospeso tra mare e montagna, dove basta spostarsi di pochi chilometri per cambiare paesaggio.
Dal racconto di Luni, antica città romana fondata nel 177 a.C., fino ai terrazzamenti delle Cinque Terre, simbolo di una fatica antica. Qui la viticoltura eroica resiste grazie a monorotaie che trasportano l’uva lungo pendii ripidissimi e a un volontariato che recupera terreni abbandonati. «Non parlarne significa perderli. Raccontarli è il primo passo per salvarli», hanno detto Silvia Baglioni e Luca Natale.
E poi c’è Monesteroli, la scalinata di oltre mille gradini che scende verso il mare, diventata negli ultimi anni meta di escursionisti e influencer. Il tema è quello dell’equilibrio tra promozione e tutela: far conoscere senza consumare.

Il turismo tra ironia e realtà
La Liguria sa prendersi in giro. I video dei comici liguri proiettati durante la serata hanno raccontato il rapporto – a volte ruvido – tra liguri e turisti. «Belin, lo sappiamo che tornate ogni anno» è la battuta che sintetizza una convivenza fatta di amore e fastidio.
Ma dietro l’ironia c’è un tema serio: l’overtourism. Le Cinque Terre affollate, le spiagge prese d’assalto, i treni a binario unico che rallentano tutto. «Non è solo un problema di numeri, è un problema di cultura del viaggio», è emerso dal dibattito.
Eppure il turismo è anche risorsa. La Regione punta su progetti legati alle aree marine protette, ai percorsi subacquei, alla ciclabile del Ponente e alla valorizzazione dei borghi interni.
Bergeggi, Ventimiglia e l’altra Liguria
Dal Levante al Ponente, il racconto si è spostato su Bergeggi e l’isola che protegge uno dei tratti di mare più suggestivi della Riviera. «C’è un mondo sott’acqua che molti non conoscono», ha detto Silvia Giovannini, giornalista. Tra delfini, tartarughe e sentieri panoramici, la Liguria offre molto più della classica giornata in spiaggia.
Tommaso Guidotti ha portato il pubblico fino a Ventimiglia e al confine con la Francia. Una Liguria diversa, meno battuta, segnata anche dalle contraddizioni del confine e dalla questione migratoria: «È un territorio bellissimo e fragile, dove convivono turismo e tensioni sociali».
Borghi come Dolceacqua, Apricale, Bussana Vecchia o Rocchetta Nervina restano gioielli poco conosciuti, mentre appena oltre il confine la Costa Azzurra mostra una capacità di valorizzazione che fa riflettere.
Spopolamento e seconde case
Dal pubblico è arrivata una domanda cruciale: che ne è dei paesi dell’entroterra? La risposta è netta: «Non si spopolano solo i borghi interni, si svuotano anche quelli della costa», ha detto Luca Natale. Le seconde case e gli affitti brevi rendono più conveniente lasciare un immobile al turismo che viverci tutto l’anno.
Il rischio è la perdita di servizi essenziali: scuole, negozi di prossimità, presidi sanitari. Un circolo vizioso che allontana le famiglie e rende sempre più difficile invertire la rotta.
Camminare per capire
La proposta finale è stata quasi un invito: attraversare la Liguria a piedi, lungo l’Alta Via dei Monti Liguri, 440 chilometri di sentieri che corrono paralleli al mare. «Un conto è passare in un territorio, un conto è entrarci», ha chiosato Luca Natale.
La Liguria, insomma, non è solo una cartolina. È un equilibrio delicato tra bellezza e fragilità, tra accoglienza e difesa della propria identità. E forse la chiave sta proprio lì: imparare a frequentarla con rispetto, fuori stagione, con curiosità vera.
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