Provincia di Varese senza contratto integrativo da due anni: i sindacati denunciano stallo e “schiaffo” ai dipendenti

Fp Cgil, Cisl dei Laghi, Uil Fpl, Al Cobas e Rsu attaccano l’ente: pre‑intesa 2025 mai perfezionata, 90mila euro di progressioni economiche sfumati, nessuna progressione verticale. Indetta un'assemblea con presidio il 9 marzo

Le sigle sindacali Fp Cgil, Cisl dei Laghi Fp, Uil Fpl, Al Cobas e la Rsu della Provincia di Varese denunciano lo stallo della contrattazione decentrata e annunciano iniziative legali e di mobilitazione. Secondo i rappresentanti dei lavoratori, per il secondo anno consecutivo l’ente non è riuscito a chiudere l’accordo integrativo 2025, lasciando senza effetti una pre‑intesa approvata dai dipendenti e facendo perdere ai circa 370 lavoratori progressioni economiche e opportunità di carriera.

La pre‑intesa del 23 dicembre mai diventata contratto

Dopo un 2024 senza accordo e mesi di inerzia nel 2025, a seguito dello stato di agitazione e di un tentativo di conciliazione in Prefettura, il 17 dicembre si è tenuto un incontro tra amministrazione e sindacati da cui è scaturita una pre‑intesa sulla contrattazione 2025.

Il testo, trasmesso alle organizzazioni sindacali solo il 22 dicembre nel tardo pomeriggio, è stato illustrato all’assemblea del personale del 23 dicembre, che lo ha approvato a larghissima maggioranza.

La pre‑intesa prevedeva, tra l’altro: 90.000 euro per i differenziali economici (ex progressioni orizzontali) 2025; 140.000 euro di welfare aziendale tramite piattaforma elettronica, da dividere in parti uguali tra il personale; conferma fino a 27.500 euro per le specifiche responsabilità; avvio delle progressioni verticali in deroga, alla luce della proroga nazionale al 2026; mantenimento degli altri istituti (indennità di turno, reperibilità, incentivi tecnici, ecc.) in continuità con gli anni precedenti.

Perché diventasse efficace serviva però il perfezionamento amministrativo: relazione economica, invio al revisore dei conti e firma dell’atto definitivo entro fine anno. Secondo i sindacati, la Provincia non ha svolto questi passaggi, lasciando la pre‑intesa “ferma su una scrivania” e comunicando solo il 30 dicembre che i tempi erano troppo stretti per chiudere l’accordo.

Risultato: l’ipotesi di contratto non ha valore giuridico, le risorse per le progressioni non possono essere stanziate e la contrattazione decentrata 2025 rimane bloccata, così come quella 2024.

“Persi 90mila euro e azzerata la leva motivazionale”

Per Davide Farano (Fp Cgil), la situazione è “grottesca”: « due anni di contrattazione decentrata fallita, un atto del 23 dicembre privo di effetti e “gravi ripercussioni sui dipendenti e sulla stessa Rsu”. In assenza delle progressioni orizzontali, i lavoratori perdono chance di avanzamento economico e di carriera, mentre i 90.000 euro destinati ai differenziali economici non vengono utilizzati».

Antonio Lenzi (Fp Cgil) sottolinea che la mancata contrattazione significa «azzerare qualsiasi politica motivazionale per valorizzare competenze e percorsi professionali», con una situazione destinata ad aggravarsi. Gianluca Firrisi, segretario generale UilFpl, parla di «grave scelta della Provincia che ricade sui lavoratori» e di un immobilismo di cui l’ente “deve assumersi la responsabilità”.

Per Iacopo Esposito (Cisl dei Laghi FP) la crisi delle relazioni sindacali parte da lontano: richieste avanzate dal 2023 sarebbero rimaste disattese o rinviate, con risposte “sempre dilatorie” e una progressiva perdita di fiducia. Antonio Durante (Uil Fpl) giudica “inaccettabile” arrivare a una pre‑intesa e poi lasciarla cadere «per imperizia, non vorrei parlare di dolo», imputando «gravi responsabilità» sia alla parte politica sia alla dirigenza.

“Nessuna progressione verticale, ritardi su premi e incentivi”

Giuseppe Jursich (Al Cobas) denuncia un “comportamento grave” dell’ente, che «non applica le norme contrattuali» e risulterebbe “unico” a non aver ancora attivato le progressioni verticali, nonostante la finestra straordinaria prevista dal contratto nazionale. A ciò si aggiungerebbero ritardi su premi, incentivi tecnici e un nuovo sistema di misurazione e valutazione della performance approvato senza la preventiva informazione alla Rsu, in violazione – sostengono i sindacati – delle procedure di confronto previste dal CCNL.

Il quadro, per le organizzazioni sindacali, è quello di un ente afflitto da turn over negativo e perdita di professionalità, con servizi – come l’informatica – ridotti a organici così esigui da faticare a garantire l’ordinario. Nessuna scelta politica in controtendenza sarebbe stata finora messa in campo.

La vicenda dei 25 dipendenti verso l’Agenzia Formativa

Nel pacchetto delle contestazioni rientra anche il passaggio di 25 dipendenti provinciali all’Agenzia Formativa previsto dal 1° marzo.

Al Cobas annuncia due percorsi giudiziari: uno per contestare comportamenti antisindacali legati sia alla contrattazione sia al trasferimento, l’altro per tutelare i dipendenti che intendono impugnare il passaggio coattivo all’Agenzia Formativa. Circa la metà ha già aderito all’azione legale.

Verso azioni legali e mobilitazione

Le sigle Fp Cgil, Cisl dei Laghi Fp, Uil Fpl, Al Cobas e la Rsu hanno già incaricato i rispettivi legali di valutare azioni per comportamento antisindacale e per il danno derivante dalla perdita di progressioni e opportunità economiche. Il 9 marzo è prevista una nuova assemblea dei lavoratori, seguita da un presidio, per illustrare i passi successivi e rilanciare la mobilitazione.

«Che ci sia stata malafede, grave incapacità amministrativa o un’inerzia inaccettabile ha poca importanza: il risultato è lo stesso» sintetizzano i sindacati, parlando di «nuovo triste capitolo» di una saga in cui, a loro giudizio, la Provincia di Varese continua a non assumersi la responsabilità di valorizzare il proprio capitale umano e di garantire relazioni sindacali corrette e trasparenti.

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Pubblicato il 25 Febbraio 2026
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