Dalla generazione sandwich: “La mia vita, fin da bambina, è un lungo atto di cura”
Il racconto di una donna di Malnate: "Figlia unica, orfana di padre, sono cresciuta accudendo mia mamma. Oggi ho tre figli e un lavoro part-time, ma il mio pensiero è sempre per lei. È un equilibrio difficile, tra solitudine e scelte economiche obbligate, per non scontentare nessuno"
Per lei la cura non è stata un’emergenza arrivata con l’età adulta, ma il sottofondo di ogni ricordo, fin da quando era bambina. La voce è quella di una donna di Malnate, tra i 51 e i 60 anni, che da più di cinquant’anni vive sospesa tra la propria crescita e la fragilità della madre.
È una delle oltre 350 testimonianze raccolte nell’indagine di VareseNews sulla cosiddetta “Generazione Sandwich”: uomini e donne schiacciati tra due fronti di cura, spesso senza una rete adeguata a sostenerli. In questo caso, però, il “sandwich” dura da sempre. Figlia unica e orfana di padre dall’età di tre anni, ha visto la malattia neurologica della madre progredire lentamente, trasformando il rapporto tra genitore e figlia in un percorso di assistenza che non si è mai interrotto.
Un equilibrio che dura da anni
Oggi la madre ha più di ottant’anni e alla disabilità di lunga data si sono aggiunti i problemi legati all’età. Per riuscire a reggere questo carico, la scelta è stata quasi obbligata: rinunciare al lavoro a tempo pieno per un part-time. Un modo per “comprare” tempo e dividersi tra la madre e una famiglia numerosa, con tre figli tra i 18 e i 25 anni ancora conviventi.
«Cerco di tenere in equilibrio energie ed esigenze tra mia mamma e la mia famiglia, cercando di non scontentare nessuno» racconta. Ma mantenere questo equilibrio diventa difficile quando si è soli: «Mi sento sola a gestire il carico di responsabilità e le decisioni da prendere».
Il nodo economico: “Che alternative ci sono?”
Accanto alla stanchezza emotiva emerge con forza anche il tema economico. La pensione e i risparmi della madre non bastano a coprire i costi delle due badanti che oggi si alternano nell’assistenza, oltre alle cure mediche costanti. «Devo integrare io il resto e non trovo giusto sottrarre questi soldi al bilancio della mia famiglia, ma che alternative ci sono?». È il dilemma silenzioso di chi si trova a sostenere le spese per l’assistenza dei genitori attingendo alle risorse che dovrebbero garantire il futuro dei figli.
La solitudine di chi è solo a decidere
G. vive in un appartamento indipendente ma contiguo a quello della madre: una vicinanza che permette di intervenire subito quando serve, ma che lascia poco spazio a un vero distacco. E poi c’è la solitudine. Quella di chi, non avendo fratelli o sorelle, sa che ogni emergenza, ogni notte in bianco e ogni spesa imprevista finiranno sempre sulle stesse spalle.
Il racconto continua
Frammenti di vita che confermano che il “carico di cura” non è solo un numero, ma un impatto diretto sulla salute, sul lavoro e sulle prospettive di vita di chi assiste. Vuoi raccontarci anche tu la tua storia? Bastano tre minuti: le vostre risposte ci permetteranno di costruire una mappa del carico di cura nel Varesotto.
L’EVENTO A MATERIA
La stagione delle “schiacciate”. Racconti e riflessioni sui cinquant’anni delle donne
Un incontro con Laura Turuani, psicoterapeuta nel centro Minotauro, per presentare il suo libro Le schiacciate. Vivere i cinquant’anni a testa alta tra lavoro, figli adolescenti e genitori anziani. Edizioni Solferino. Un racconto lucido e partecipe delle donne intorno ai cinquant’anni, strette tra lavoro, figli adolescenti e genitori anziani. Storie vere che parlano di stanchezza, perdita e iper-responsabilità. Ma anche di consapevolezza, solidarietà femminile e nuove possibilità di equilibrio.
A questo tema è dedicato l’incontro con Laura Turuani, in programma il prossimo 26 marzo alle 21:00 a Materia di Castronno. Prenota qui il tuo posto.
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