“Il mio grazie per medici e personale degli ospedali di Varese dove ho trovato professionalità, umanità e delicatezza”
Luisa Oprandi, nota docente varesina, donna impegnata nella politica e nelle istituzioni, che ha scelto di raccontare pubblicamente la sua esperienza nella malattia e di ringraziare le strutture ospedaliere della città di Varese
Pubblichiamo la lettera di ringraziamento di Luisa Oprandi, nota docente varesina, donna impegnata nella politica e nelle istituzioni, che ha scelto di raccontare pubblicamente la sua esperienza nella malattia e di ringraziare le strutture ospedaliere della città di Varese.
E’ mio desiderio raccontare pubblicamente l’esperienza personale da me vissuta di recente presso l’Ospedale Del Ponte.
La narrazione sintetica di quanto occorsomi è fondamentale per significare i successivi dovuti ringraziamenti. Ricoverata con urgenza (a seguito di Ecografia) presso il Pronto Soccorso del nosocomio di via Biroldi, sono stata indirizzata tempestivamente – nell’arco delle due ore necessaire alla visite richieste dalla situazione – dalla professionalità delle dottoresse del PS al Reparto di Ginecologia del terzo piano. Il ricovero è durato quasi tre settimane, nel corso delle quali sono stata seguita con altissima professionalità e grande umanità da tutto il personale. Allo stesso ha fatto seguito una terapia oncologica tuttora in corso.
Un importante e lungo intervento, resosi necessario la settimana successiva al ricovero, è stato eseguito dal Prof. Fabio Ghezzi, che ha operato interamente in laparoscopia e al quale si sono affiancati chirurghi dell’Ospedale di Circolo per aspetti non specificamente ginecologici. A loro grazie, visto il risultato della singola peculiare azione chirurgica. Dopo due giorni di terapia intensiva, sono rientrata in reparto.
Anzitutto grazie al prof. Ghezzi, un luminare riconosciuto a livelli internazionali e che abbiamo l’onore di avere sul nostro territorio, per l’elevata professionalità ampiamente suffragata da dati e testimonianze, nonché per il garbo e la delicatezza nell’approccio alle pazienti. Grazie alla dottoressa Maddalena Fasola, che coordina il Reparto, nonché a tutti i medici che hanno interagito negli specifici ambiti di competenza, perché hanno tutti saputo entrare in una relazione di chiarezza, verità e attenzione alla persona. Proprio loro mi hanno insegnato un aspetto importante: sentivo che tutti chiamavano il tumore – per noi spauracchio – la “malattia”. Incuriosita ne ho chiesto la ragione. Dalla dottoressa Fasola e da tutti i medici ho imparato che viene chiamato “la malattia” perché ogni malattia può essere gestibile e controllabile. Oltre alla personale e caratteriale positività nei confronti della vita, questo aspetto è stato ed è per me tuttora determinante, in qualsiasi caso.
Il grazie si estende inoltre anche a tutto il personale medico, infermieristico, paramedico e di assistenza socio sanitaria del Del Ponte. Dal Reparto di diagnostica per immagini e al dottor Sturla, al servizio di Radiologia – del quale è primario il prof. Venturini e coordinatore il tecnico di laboratorio Sig. Alessandro Di Pasqua, al Reparto di Anestesia diretto dal dott. Ambrosoli, al Reparto di Cardiologia diretto dal Prof. Bonanno, al Reparto di Terapia intensiva ginecologica, al Reparto di Oncoginecologia, diretto dalla dottoressa Donadello. A tale riguardo ritengo che questo reparto sia quello che poi resta più vicino alla paziente nel proprio percorso: la professionalità e il rapporto costante, personale, ma anche per via telematica ad ogni necessità, sono importantissimi per affiancare le donne nei periodi più o meno lunghi della chemioterapia. E questa vicinanza è palpabile, concreta ed efficace.
Desidero quindi ringraziare il Primario della Ginecologia Prof. Ghezzi, le diverse équipe dell’Ospedale Del Ponte e, assieme a loro, i medici, il personale infermieristico e socio sanitario dell’ospedale. Un grazie pubblico anche alle mie storiche amiche di Valle Olona e del Liceo Manzoni, a cugine e cugini e alle amiche “maestre e docenti” dell’IC Varese1 – anche in servizio attualmente in altre scuole – che si sono prodigate con grande amorevolezza in una attenzione costante, tenera e importante durante il ricovero e fino ad ora.
Luisa Oprandi
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