Stefano Bottura racconta vent’anni di Mi Ami Festival: “Abbiamo svegliato Milano con un bacio”
Il fondatore del Festival ospite a Spiegami ha ripercorso la nascita e l’evoluzione del festival, nato nel 2005 come progetto quasi artigianale e diventato un punto di riferimento: "Abbiamo acceso molti fuochi"
È partito da un sito web e dalla voglia di fare un festival come quelli delle città europee Parigi, Barcellona e oggi, Milano. Vent’anni dopo il Mi Ami Festival è diventato uno dei punti di riferimento della scena musicale italiana. Stefano Bottura, fondatore della manifestazione milanese, lo ha raccontato martedì 10 marzo a Materia Spazio Libero durante il quinto incontro della rassegna Spiegami, ideata da Adelia Brigo.
Nel corso della serata Stefano Bottura ha ripercorso la nascita e l’evoluzione del festival, nato nel 2005 come progetto quasi artigianale e diventato negli anni una delle principali vetrine della nuova musica italiana.
Dall’idea nata su internet al festival
Il Mi Ami Festival nasce insieme all’esperienza di Rockit, uno dei primi siti italiani dedicati alla musica indipendente, fondato nel 1997. Attorno a quella piattaforma online si era creata negli anni una comunità di musicisti, addetti ai lavori e appassionati. L’idea del festival nasce proprio per dare uno spazio reale a quella scena musicale. Bottura e il socio Carlo Pastore, però, partono senza esperienza né risorse. «Nel 2005 eravamo nelle condizioni perfette: non avevamo soldi, non avevamo competenze e non avevamo permessi – ha spiegato –. Però avevamo un’idea molto chiara di cosa volevamo fare».
La prima edizione e l’inizio della storia
La prima edizione si svolge all’ex ospedale psichiatrico Paolo Pini di Milano. Il budget è minimo: il biglietto costa cinque euro e il bilancio viene scritto in un semplice file di testo. Arrivano circa tremila persone e il festival chiude in pareggio, senza guadagni ma senza perdite. Un risultato sufficiente per capire che l’idea poteva funzionare. «Il bilancio della prima edizione non era neanche in Excel, era un file Word – ha raccontato Bottura –. Questo dice molto dello spirito con cui abbiamo iniziato». Da quel momento il festival cresce progressivamente, trovando la sua casa per molti anni al Circolo Magnolia all’Idroscalo.
Il festival della musica italiana
L’obiettivo del Mi Ami è sempre stato chiaro: diventare il festival di riferimento per la nuova musica italiana. Nel corso degli anni sul palco sono passati artisti che sarebbero poi diventati protagonisti della scena musicale nazionale. Tra i debutti ricordati da Bottura ci sono quelli de I Cani, Cosmo, Liberato, Lucio Corsi e Massimo Pericolo, ma anche concerti memorabili e apparizioni a sorpresa. «Il Mi Ami ha sempre cercato il nuovo – ha spiegato –. Quando arriva qualcosa di interessante lo portiamo dentro, senza barriere tra generi o scene». Un percorso che ha accompagnato anche i cambiamenti della musica italiana: dalla stagione dei gruppi alternativi dei primi anni Duemila alla scena indie dei cantautori, fino all’esplosione della trap e del nuovo pop.
Una comunità che cresce
In vent’anni il festival ha accolto circa 350 mila spettatori, creando una vera comunità di pubblico affezionato che Bottura definisce «i miamer». «Il bello del festival sono le persone che ci vengono – ha detto –. Molti tornano ogni anno o arrivano con gli amici o con i figli. In qualche modo è diventato un piccolo rito di passaggio». Secondo Bottura, l’esperienza del festival non è solo la musica sul palco, ma l’insieme di incontri, scoperte e momenti condivisi che si creano negli spazi dell’evento.
Verso la ventesima edizione
Negli ultimi anni il Mi Ami ha cambiato casa, spostandosi dal Magnolia a una nuova area dell’Idroscalo, e continua a crescere. L’edizione più recente ha visto la presenza di decine di artisti su più palchi e un pubblico sempre più ampio. Il prossimo appuntamento sarà particolarmente significativo: il festival si prepara infatti a festeggiare vent’anni di storia. «Il nostro obiettivo era fare il festival di musica italiana più importante d’Italia – ha concluso Bottura –. Non so se ci siamo riusciti del tutto, ma sicuramente abbiamo acceso molti fuochi».
Spiegami continua il 14 aprile, alle 20.45, a Materia Spazio Libero. Segui la rassegna su Instagram @spiegami_
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