«Caro bullo, usa la tua forza per difendere i fragili»: al Newton di Varese contro il cyberbullismo

Studenti del Cairoli e docenti a confronto nell'Aula Magna dell'istituto varesino. Lo sport come palestra di vita nel terzo appuntamento verso EcoRun 2026

Generico 23 Mar 2026

Mattinata intensa lunedì 23 marzo all’Aula Magna “Angelo Mentasti” dell’ISIS Newton di Varese, dove studenti e docenti si sono confrontati su bullismo e cyberbullismo con uno sguardo particolare al ruolo educativo dello sport, in un appuntamento che rappresenta il terzo passo del percorso verso EcoRun Varese 2026.

Una mattinata per educare al rispetto

Bullismo e Cyberbullismo: educare al rispetto, anche attraverso lo sport” è il titolo dell’incontro che si è svolto il 23 marzo all’ISIS Newton, promosso dalle classi del Liceo Classico E. Cairoli di Varese. L’aula magna “Angelo Mentasti” era gremita di studenti, docenti e rappresentanti delle istituzioni scolastiche, segno di quanto il tema sia sentito e urgente.

L’apertura dei lavori è stata affidata al dirigente scolastico dell’ISIS Newton, Daniele Marzagalli, a Lelia Mazzotta Natale, responsabile dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Varese e referente provinciale per cittadinanza, legalità e cyberbullismo, a Giuseppe Micalizzi, presidente di EcoRun Varese, e a Pietro Pitruzzello, docente dell’ISIS Newton e dell’Università dell’Insubria. I saluti istituzionali hanno messo al centro due parole chiave: corresponsabilità e comunità educante.

Generico 23 Mar 2026

Le voci degli esperti e della scuola

Nel cuore dell’incontro sono intervenuti la psicologa e psicoterapeuta Cristina Mastronardi, membro dell’associazione Amico Fragile ODV, charity partner di EcoRun Varese 2026, e Francesco Adragna, insegnante di scienze motorie del Liceo Classico E. Cairoli e membro di Centro Storico Italiano. Entrambi hanno insistito sull’importanza di alleanze solide tra scuola, famiglie e territorio: il contrasto al bullismo non può essere delegato, ma richiede una rete in cui ognuno fa la propria parte.

Tra gli spunti più forti, le parole del professor Adragna, che ha scelto di rivolgersi direttamente ai ragazzi, con un appello chiaro: “Caro bullo, per che cosa vuoi essere rispettato: per la paura che incuti o per la giustizia di cui puoi essere portatore? (…) Se hai la possibilità, caro bullo, di essere più forte di persone più fragili dovresti sentire la responsabilità di indirizzare questa tua forza, non per offenderli, ma per difenderli. Solo così potrei essere chiamato uomo”. Una riflessione che ha fatto calare il silenzio in sala.

Il docente ha ricordato come i suoi decenni di insegnamento, e le migliaia di studenti incontrati, siano per lui una responsabilità civile oltre che professionale: “La mia è la testimonianza di chi, da educatore e da genitore, sente il bisogno di contribuire a costruire un mondo più giusto e più sicuro per voi”. E ha invitato a superare l’idea del bullismo come episodio isolato: “Il bullismo non nasce all’improvviso: è la punta di un iceberg. È fatto di relazioni fragili, di povertà educativa, di incapacità di riconoscere e accettare l’altro”.

I ragazzi protagonisti tra video e ricerche

Non solo ascolto, ma anche protagonismo degli studenti. I ragazzi del Liceo Classico Cairoli hanno presentato alcuni video da loro realizzati, in cui sono state simulate situazioni concrete: episodi di bullismo e vessazione, mancanza di rispetto tra compagni, richieste “molto interessate” di compiti, appunti e materiali per semplificarsi lo studio. Scene quotidiane, spesso sottovalutate, che però possono diventare terreno fertile per dinamiche di sopraffazione.

Altri gruppi di studenti hanno affrontato il tema da un punto di vista biomedico, mostrando slide con dati, studi e ricerche sul fenomeno del bullismo. Un lavoro di approfondimento che ha messo in luce le conseguenze psicologiche e fisiche per chi subisce, ma anche per chi assiste in silenzio. La combinazione tra linguaggio audiovisivo e ricerca ha dato alla mattinata un taglio concreto e vicino alla loro esperienza.

Lo sport come palestra di vita

Un filo rosso dell’incontro è stato il ruolo educativo dello sport. Sia Adragna sia i ragazzi hanno sottolineato come, se vissuto in un contesto valoriale sano e guidato da allenatori consapevoli, lo sport possa diventare una vera palestra di vita. In campo si impara il rispetto delle regole, dell’avversario e dei compagni, si sperimenta la cooperazione, si allenano empatia e gestione delle emozioni.

Attraverso il gioco di squadra, i ragazzi scoprono che ogni ruolo è importante e che il successo non è solo individuale, ma collettivo. Lo sport può trasformarsi in uno spazio inclusivo, dove le differenze non sono motivo di esclusione ma una risorsa, e può offrire a chi subisce bullismo un’occasione di riscatto, per scoprire le proprie capacità e costruire relazioni basate sulla fiducia. Non a caso l’incontro è stato inserito come terzo appuntamento nel percorso di avvicinamento a EcoRun Varese 2026, manifestazione che lega movimento, salute e responsabilità sociale.

Un confronto aperto che non finisce qui

La mattinata si è chiusa con un confronto aperto tra studenti e relatori, fatto di domande, testimonianze e riflessioni personali. Un dialogo che ha confermato quanto forte sia il bisogno di parlare di bullismo e cyberbullismo non solo in termini repressivi, ma come occasione per ripensare il modo in cui viviamo le relazioni, dentro e fuori la scuola.

Dall’Aula Magna dell’ISIS Newton esce il messaggio di una comunità scolastica che vuole mettersi in gioco, assumendosi la responsabilità di educare al rispetto e di dare strumenti concreti ai ragazzi. Un grazie particolare va alle classi del Liceo Classico E. Cairoli, che con il loro impegno hanno reso possibile un momento di crescita condivisa, e a tutti coloro che hanno scelto di esserci: perché cambiare le cose, come hanno ricordato più volte i relatori, è possibile solo se si cammina insieme.

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Pubblicato il 23 Marzo 2026
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