Come venivano illustrate le catastrofi nei “giornali” di 200 anni fa? Lo racconta una mostra a Somma Lombardo
L’esposizione nasce da un progetto di ricerca dell’Università dell’Insubria e racconta come tra Settecento e Ottocento venivano descritti terremoti, vulcani e altri fenomeni naturali
A Somma Lombardo apre una mostra dedicata al modo in cui, tra Settecento e Ottocento, venivano raccontati e illustrati i fenomeni e catastrofi naturali. Si intitola “Il racconto della Terra: immagini e rappresentazioni nei periodici italiani tra Settecento e Ottocento” e sarà inaugurata giovedì 26 marzo alle 14.30 al Castello Visconti di San Vito a Somma Lombardo.
L’esposizione, a carattere divulgativo, è organizzata dall’Università dell’Insubria con il patrocinio della Fondazione Visconti di San Vito e dell’Associazione Dimore Storiche Italiane (ADSI) Lombardia. Rimarrà visitabile fino al 27 aprile 2026.
Un progetto di ricerca che diventa mostra
L’iniziativa nasce dai risultati del progetto PRIN 2022 “Comunicare e rappresentare la Terra”, coordinato dal professor Ezio Vaccari del Dipartimento di Scienze Teoriche e Applicate dell’Insubria. Il lavoro di ricerca ha coinvolto docenti e ricercatori ed è stato sviluppato presso il Centro di ricerca sulla storia della montagna e delle scienze della Terra.
La mostra è curata da Maria Faccioli e propone un percorso attraverso testi e immagini tratti da periodici letterari, scientifici e divulgativi dell’epoca.
Tra terremoti, vulcani e comunicazione del rischio
Al centro dell’esposizione ci sono le modalità con cui venivano raccontati fenomeni come terremoti, eruzioni vulcaniche, alluvioni ed eventi meteorologici tra la metà del Settecento e la metà dell’Ottocento.
Un tema che mantiene una forte attualità: il percorso mette infatti in relazione la narrazione storica con le questioni contemporanee legate alla prevenzione ambientale e ai cambiamenti climatici.
La mostra si sviluppa in undici pannelli allestiti nel Salone d’Onore del Castello Visconti di San Vito. Sarà visitabile negli orari di apertura del castello, la domenica e nei giorni festivi, oppure su prenotazione per gruppi.
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