L’aquilone, una rete educativa per far crescere la comunità

Alla “Materia del Giorno” la presidente Silvia Levati racconta il lavoro della cooperativa sociale di Sesto Calende: progetti per minori, adolescenti e famiglie, una rete costruita con il territorio e una convinzione forte, che i ragazzi vadano ascoltati e riconosciuti come risorsa

la materia del giorno aquilone

 

Una cooperativa sociale come impresa senza scopo di lucro che lavora con la comunità e per la comunità, costruendo progetti a partire dai bisogni emergenti. È da questa definizione che Silvia Levati, presidente della cooperativa sociale L’Aquilone di Sesto Calende, è partita durante l’intervista per la rubrica  “La materia del giorno”, ripercorrendo identità, attività e sfide di una realtà attiva dal 1993 nell’ambito dei servizi sociali ed educativi.

COOPERATIVA SOCIALE DI TIPO A

L’Aquilone è una cooperativa sociale di tipo A, quindi orientata alla progettazione sociale ed educativa sul territorio, spesso in coprogettazione con enti e soggetti locali. La sede principale è a Sesto Calende, ma la cooperativa opera anche in altri spazi. A Corgeno, all’interno del centro di aggregazione giovanile, e a Vedano Olona, dove gestisce anche il negozio sociale Matrioska.
Il cuore del lavoro resta quello con minori, adolescenti e famiglie. Negli anni, ha spiegato Levati, i servizi si sono evoluti seguendo i cambiamenti dei bisogni, delle collaborazioni e delle opportunità di finanziamento.

PREVENZIONE

Un primo livello è quello della prevenzione. Centri di aggregazione giovanile, educativa di strada, progetti di politica giovanile e iniziative legate al lavoro rivolte ai giovani, tutte esperienze che si collocano soprattutto nell’ambito extrascolastico. Accanto a questo, la cooperativa lavora anche nelle scuole, sia con i servizi di base sia con sportelli d’ascolto psicologici e interventi educativi di prevenzione. C’è poi un’area più legata alla cura e alla presa in carico, dove emergono temi oggi molto presenti come il ritiro sociale e le fatiche psicologiche degli adolescenti.
In questo ambito rientrano anche i servizi rivolti alle famiglie, come la consulenza familiare di “Famiglia allo Specchio”, attiva nei distretti di Sesto e Tradate, e i percorsi di supporto e affiancamento familiare.

GLI ASPETTI SOCIO-CULTURALI

Un altro fronte su cui L’Aquilone sta investendo è quello socio-culturale, per mettere in collegamento il lavoro educativo con la dimensione animativa e culturale. L’intercettazione di ragazzi e famiglie avviene attraverso più canali: le segnalazioni dei servizi sociali, il lavoro sul territorio, le scuole, gli spazi aggregativi a libero accesso, la comunicazione online e il passaparola. Negli ultimi anni la cooperativa ha infatti sviluppato anche il settore della comunicazione, con sito e social, per far conoscere meglio servizi, progetti e opportunità di coinvolgimento, compreso il tema dell’affido familiare.

AFFIDO E AFFIANCAMENTO FAMILIARE

Proprio su questo punto Levati ha distinto tra affido e affiancamento familiare. L’affido, ha spiegato, è una misura organizzata attraverso i servizi sociali territoriali e prevede l’accoglienza di uno o più minori in un nucleo familiare formato e seguito da un’équipe specialistica. L’affiancamento familiare è invece un progetto di “famiglia che aiuta famiglia”, fondato sulla disponibilità di nuclei che mettono a disposizione tempo e risorse per sostenere altri nuclei in una fase di difficoltà.
Per Levati, la chiave di tutto è il lavoro di rete, formale e informale. Da una parte ci sono i rapporti strutturati con scuole, servizi sociali, altre cooperative, enti del terzo settore, associazioni sportive e fondazioni; dall’altra ci sono i legami costruiti nel tempo con famiglie, associazioni e persone incontrate nei progetti. In una fase in cui le risorse non sono abbondanti, mettere in comune spazi, idee, professionalità e opportunità diventa essenziale.

NUOVI BISOGNI

Tra i bisogni più sentiti oggi, la presidente indica gli spazi, la continuità dei finanziamenti e la carenza di educatori. Ma il passaggio più netto dell’intervista riguarda gli adolescenti. Più che i ragazzi, dice Levati, a preoccupare sono gli adulti: la loro assenza, la loro fatica nel riconoscere le risorse degli adolescenti, la difficoltà a essere presenti e coerenti. “L’adolescente come problema” è una narrazione che, secondo lei, andrebbe superata per restituire centralità alle potenzialità dei ragazzi. Anche il ritiro sociale, fenomeno cresciuto dopo il Covid, viene letto come segnale di un malessere più ampio: pressione, aspettative, competizione, solitudine. L’appello finale ai cittadini è concreto: sostenere la cooperativa con donazioni, partecipare agli eventi, raccontare ciò che L’Aquilone fa sul territorio. Perché, come emerge dalle parole di Levati, il compito di una cooperativa sociale è mettere risorse a disposizione della comunità, affinché la comunità possa stare meglio.

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Pubblicato il 30 Marzo 2026
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