Federico “Scatti Buttati” Calabrisotto a Noise: “Rientro a scuola dalla finestra come insegnante”
Un dialogo che intreccia creatività, disagio e ricerca identitaria, mostrando come l’arte possa diventare uno strumento concreto per orientarsi nel mondo e costruire il proprio futuro
Il passaggio da studente in difficoltà a docente di fotografia e vice studio manager a soli 22 anni è il cuore dell’intervista radiofonica andata in onda nel programma Noise, dove Arianna Bonazzi ha ospitato Federico Calabrisotto, conosciuto come “Scatti Buttati”. Un racconto diretto e senza filtri che ripercorre una crescita personale e professionale sorprendente, fatta di errori, intuizioni e di un forte bisogno di esprimersi attraverso l’immagine.
Dalla crisi alla cattedra
«Esco dalla porta come alunno, rientro dalla finestra come insegnante» – Federico Calabrisotto, fotografo e docente – riassume così un percorso che definisce naturale ma fuori dagli schemi. Già durante gli anni delle superiori, Federico si distingueva per una competenza tecnica avanzata, tanto da diventare un punto di riferimento per compagni e, in alcuni casi, anche per i docenti.
Dopo aver concluso gli studi, il legame con l’istituto non si è interrotto. La partecipazione agli open day, inizialmente per curiosità, lo ha portato progressivamente a un ruolo attivo fino a rappresentare la scuola come ex studente diventato professionista.
Insegnare per non far perdere la passione
Dietro la scelta di insegnare c’è anche una reazione a un’esperienza negativa vissuta durante il quinto anno in un altro istituto. «Alcuni professori stavano per farmi odiare la fotografia» – Federico Calabrisotto, fotografo e docente – racconta.
Da qui nasce una motivazione chiara: evitare che altri ragazzi vivano lo stesso distacco. Il suo obiettivo non è solo trasmettere competenze tecniche, ma aiutare gli studenti a trovare una direzione, anche al di fuori della fotografia.
Un approccio fuori dagli schemi
Le lezioni di Federico vanno oltre il programma tradizionale. Accanto a teoria e pratica fotografica, trovano spazio videogiochi, cinema, manga e musica. Un linguaggio condiviso che facilita il dialogo con studenti di 14-16 anni.
«È una responsabilità incredibile» – Federico Calabrisotto, fotografo e docente – spiega, sottolineando come il suo ruolo sia quello di accompagnare i ragazzi nella scoperta del proprio posto nel mondo, non necessariamente dietro una macchina fotografica.
Il peso (ironico) del ruolo
Nonostante il percorso rapido, il giovane docente ammette un certo imbarazzo nel nuovo ruolo. Essere chiamato “prof” e ricevere del “lei” dai suoi studenti resta qualcosa di difficile da digerire. «Ogni volta muoio dentro» – Federico Calabrisotto, fotografo e docente – scherza, evidenziando il contrasto tra età anagrafica e posizione professionale.
Fotografia come linguaggio emotivo
Durante l’intervista emerge anche la cifra stilistica del suo lavoro: un’estetica in bianco e nero, malinconica e contrastata, che riflette un’esigenza espressiva profonda. La fotografia diventa così uno strumento per trasformare il disagio interiore in qualcosa di comunicabile.
Un “rumore” creativo, come suggerisce il contesto del programma, capace di generare consapevolezza e, in alcuni casi, anche bellezza.
TAG ARTICOLO
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
Felice su Rissa con bastoni e sassaiola alla stazione di Garbagnate: danneggiato anche un treno
SABY24 su Case di riposo, in provincia di Varese una retta da 2.548 euro al mese: più cara della media lombarda
Bustocco-71 su Code e disagi sulla provinciale del lago: i lavori di asfaltatura bloccano il traffico tra Buguggiate e le autostrade
principe.rosso su A Luino confronto sulla scuola con il sottosegretario Frassinetti
Viacolvento su A Luino confronto sulla scuola con il sottosegretario Frassinetti
Felice su Dormiva in un bivacco nel bosco a Tradate con oltre 100 dosi di droga ma viene assolto dall’accusa di spaccio










Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.