“Ti libero dal maleficio”: truffa da 80 mila euro

Una ventiseienne raggirata da due fattucchiere arrestate all’alba dalla polizia. Avevano convinto la ragazza di essere in una famiglia affetta da malocchio

fattucchiere malocchioUova contenenti matasse di capelli neri. Magia bianca. E soldi veri. Questi gli ingredienti di una storia che, nel 2014, fa leva sulle paure ancestrali dell’uomo, sull’ignoto e sull’ignoranza che sta dietro ad argomenti come il malocchio, il maleficio e altre cialtronerie simili.
Di vero, però ci sono le conseguenze: due persone in carcere, una denunciata, e molti soldi che dal patrimonio di una famiglia di Gallarate sono andati nelle tasche di spregiudicate fattucchiere. Le due donne S.F., 47 anni e C.B, 44 sono infatti accusate di truffa ai danni di una ventiseienne gallaratese, aggravata sia dall’entità dei proventi delittuosi ricavati (circa 82.000 euro) che dalla natura del raggiro, consistito nel convincere la vittima di essere oppressa da un sortilegio malefico.
Le due, nomadi, sono state arrestate all’alba di oggi.
Tutto ha inizio circa un anno fa quando una ragazza di Gallarate di 26 anni accoglie un’anziana nella sua abitazione: la vecchiarella in maniera innocente chiede alla giovane donna del cibo: non ha da mangiare. Qui scatta la trappola perché pochi giorni dopo all’appartamento dell’ingenua gallaratese si presenta C.B.: si fa chiamare “Alessandra” e spacciandosi per la figlia dell’anziana continua per qualche tempo a chiedere cibo; al momento giusto, però, avverte la giovane di sapere che è vittima di una pericolosa “fattura” che causerà a lei ed alla sua famiglia gravi problemi e sofferenze.
Alla prima fattucchiera se ne aggiunge presto un’altra, S.F., alias “Elena”, sedicente specialista in “contro-fatture”: insieme formano una coppia che comincia ad aggirare la ragazza (che ha un parente gravemente malato), facendole credere che la famiglia è affetta dal malocchio, irradiato sui parenti dalla nonna materna, morta anni fa. “Ci vogliono offerte per le chiese”: e arriva subito una prima tranche di soldi che la giovane raggirata sottrae ai suoi averi. “Ci vogliono altri soldi, molti di più”: e i soldi arrivano, prosciugando le risorse di famiglia: 60 mila euro.
Per vincere completamente le sue ultime resistenze le due truffatrici non esitano ad architettare dei colpi ad effetto degni di un prestigiatore: in un caso le consegnano un foglio bianco: “Contiene un misterioso messaggio da parte della nonna morta”: opportunamente riscaldata, la carta rivela un invito a “fidarsi di Elena”. In un secondo caso viene rotto un uovo fingendo sconcerto nello scoprire al suo interno una matassa di capelli ed altre scorie nere, evidenti segnali del “malocchio”.
La giovane terrorizzata cede così denaro e gioielli a più riprese per mesi, anche sottraendoli ad altri familiari ed azzerando praticamente le disponibilità bancarie.
I parenti a quel punto si accorgono degli ammanchi di danaro ma la vittima, totalmente soggiogata, mantiene i rapporti con le due truffatrici e continua a consegnare loro altre migliaia di euro, per un totale complessivo di circa 82.000, fino a che non si confida con i propri familiari e decide di denunciarle alla Polizia nell’aprile di quest’anno.
Gli accertamenti svolti dalla sezione investigativa del commissariato di polizia di Gallarate, consentono di ricostruire rapidamente i movimenti di denaro mentre la vittima, che riconosce le note S.F. e C.B. per le sedicenti maghe, mantiene opportunamente i suoi contatti telefonici con entrambe così da permettere agli agenti, d’intesa con la Procura, di monitorare la consegna controllata dell’ultima “rata”, sorprendendo una delle figlie di S.F. a ritirare personalmente il contante precedentemente contraddistinto nei pressi di un supermercato di Gallarate, luogo indicato dalle due donne per l’ennesima “offerta”.
Le immediate perquisizioni consentono di rinvenire in casa di S.F. anche una delle buste precedentemente consegnate dalla vittima, ancora contenente il relativo contante, oltre ai telefoni cellulari usati nei contatti con lei.
Dinanzi a questi gravi ed evidenti elementi la procura della repubblica ha dunque chiesto ed ottenuto l’arresto delle due truffatrici; la figlia di S.F. incaricata della riscossione, la ventitreenne V.P., è stata invece indagata in stato di libertà.
L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal Giudice per le indagini preliminari presso il tribunale di Busto Arsizio su richiesta del pm Maria Cristina Ria.

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Pubblicato il 30 Giugno 2014
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